L'anticrisi del giorno – La formula 6 di Agora

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di Matteo Chiamenti 10 Marzo 2009 | 12:00
Analizziamo i singoli profili di coloro i quali hanno retto alla crisi del risparmio gestito, in termini di solidità patrimoniale. Si parte con il sesto posto di Agora.

Iniziamo con oggi una piccola analisi incentrata sulle realtà del risparmio gestito che, perlomeno a livello di incremento patrimoniale, hanno saputo reggere positivamente alla crisi. Ieri abbiamo anticipato i protagonisti: si tratta di 6 società, tutte italiane. Si parte con il sesto posto, occupato da Agora Investments sgr.

Una realtà piccola (i suoi fondi occupano, a livello patrimoniale, una quota di mercato pari a circa lo 0,04%) e fortemente indipendente
, dato che non appartiene a nessun gruppo bancario e/o assicurativo. Questo aspetto viene ribadito anche dalla dichiarazione di non negoziare di strumenti con intermediari che partecipano al suo capitale.

Responsabilità (parte del management costituisce una buona base di azionariato della società) e integrità (forte focalizzazione sulla deontologia professionale). Ecco i principi gestionali ai quali punta dichiaratamente Agora. I fondi proposti sono pochi, soltanto 6; tuttavia a questa limitazione nell’offerta corrisponde specularmene una ampia e chiara descrizione della stessa. A tal proposito è interessante osservare come nell’homepage del sito della società, compaiano i grafici aggiornati sull’andamento dei quattro principali prodotti offerti, con in aggiunta la situazione patrimoniale per ogni singolo comparto.

Passiamo ora alle specifiche del risultato patrimoniale. Il sesto posto complessivo (nell’arco temporale di un anno, da febbraio 2008 a febbraio 2009) è stato ottenuto grazie ad un incremento totale di 2,5 milioni di Euro; non molto, ma comunque un segnale decisamente positivo, se si pensa al fatto che solo 6 società sono riuscite ad ottenere un dato con il segno “più”. Rimane da scoprire come proseguirà l’anno; se si considera il mese di febbraio i risultati non sembrano molto incoraggianti, dato che siamo di fronte ad un decremento della raccolta pari a 5,7 milioni di Euro. Quanto di buono ottenuto nell’arco a un anno e stato già bruciato? A livello di numeri sembrerebbe di sì, ma sono necessari ulteriori mesi per poter dare un giudizio approfondito al riguardo.

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