Fondi comuni – Crescono le utilities

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di Roberto Dotti 26 Marzo 2009 | 15:45
L’indebolimento del dollaro dei giorni scorsi ha spinto la quotazione del petrolio al rialzo superando quota 50 dollari.

L’indebolimento del dollaro è avvenuto in seguito alle azioni della Fed che si è detta disposta ad acquistare Treasury per 300 miliardi, altri 750 miliardi per acquistare Mbs ed ulteriori 100 miliardi per acquisire bond della agenzie federali specializzate in prestiti a privati. Dopo un’immediata reazione positiva da parte dei mercati, il Dow jones ha ritracciato per i timori sui meccanismi di salvataggio delle banche.

Si è sempre pensato che beni come alimenti, bevande, tabacco e prodotti per la casa e la persona, fossero difensivi, in quanto poco influenzati dal ciclo economico. Eppure, in tempi di crisi come l’attuale, il settore dei beni destinati alla cura della persona e della casa ha registrato un rallentamento poichè i consumatori, soprattutto quelli dei paesi sviluppati, hanno optato per prodotti più economici. Infatti, generalmente, la recessione genera un aumento della disoccupazione, frena la crescita del reddito medio ed erode la fiducia dei consumatori, inducendoli a risparmiare dove possibile o cumunque a gestire i risparmi con più efficienza. Mentre sono proprio le marche commerciali ad acquisire quote di mercato in fase di rallentamento economico.

Le aziende del settore Utility sono responsabili dell’erogazione di gas, acqua, elettricità ed energia nucleare, alla comunità dei cittadini privati e delle aziende attraverso una varietà di canali per la generazione, trasmissione, distribuzione e fornitura dei servizi.  Le restrizioni normative e ambientali e le pressioni competitive presenti in questo settore a livello mondiale si vanno intensificando e i profitti devono essere protetti. Le aziende sono costrette ad accettare la sfida a livello globale e devono difendere il mercato locale dall’entrata di nuovi attori, che abbassano i prezzi e offrono nuovi e innovativi servizi. Sembra che gli sforzi di chi voglia eccellere in tale settore siano rivolti prevalentemente all’ottenimento di una massa critica in tempi relativamente brevi, anche e soprattutto attraverso operazioni straordinarie di acquisizione e fusione.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari settoriali vede il fondo Nas World Utilities Equity in vetta alla classifica nella settimana che va dal 19 al 25 marzo con una performance positiva del +21,5%.
Il comparto, lanciato nel novembre 2001, ha registrato una performance YTD negativa -13,9% contro una performance a 3 anni del -8,4%.
Il benchmark di riferimento è il MSCI Utilities Usd Index.
Il Comparto investe, a livello mondiale, principalmente in titoli azionari quotati presso le Borse Valori di Stati Uniti, Europa e Giappone, emessi da società del settore dei servizi pubblici e/o di società che hanno un interesse predominante in questo settore.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 19/03 AL 25/03

Valuta fondo percentuale
EURO NAS WORLD UTILITIES EQUITY 21,55%
EURO PARVEST EUROPE REAL ESTATE 16,71%
EURO ING (L) INVEST GLOBAL REAL ESTATE 15,78%
EURO PARWORLD TRACK CONTINENTAL EUR 10,94%
EURO JB MULTISTOCK LUXURY BRANDS FUND 8,85%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 19/03 AL 25/03

Valuta fondo percentuale
SELLA GLOBAL STRATEGY INTERNET FUND -16,67%
USD SGAM FUND EQUITIES LUXURY & LIFESTYLE -11,34%
USD BNP PARIBAS ISLAMIC FUND – EQUITY OPTIMISER -5,23%
EURO ING (L) INVEST NEW TECHNOLOGY LEADERS -2,32%
EURO GENERALI A.M. – GLOBAL LIFE SCIENCE -2,25%

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