Fondi comuni – Pioneer pronta a rialzarsi

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di Matteo Chiamenti 30 Marzo 2009 | 07:00
Il contesto attuale lo vede in difficoltà il gruppo Pioneer Investments, ma si attendono importanti segnali di ripresa. Partendo dai nuovi prodotti offerti.

LA SOCIETA’

Pioneer Investments è la seconda realtà italiana del mondo del risparmio gestito, in termini di patrimonio (in Italia, fonte Assogestioni, stiamo parlando di circa 66 miliardi di Euro) ed è presente in Italia con diverse società. A Milano hanno sede: Pioneer Global Asset Management SpA, la sub-holding del Gruppo Unicredito Italiano che coordina le attività di tutte le società del Gruppo dedicate al risparmio gestito, Pioneer Alternative Investment Management SGRpA, società di promozione e gestione di hedge funds, e Pioneer Investment Management SGRpA, società di gestione di fondi comuni e servizi di gestione patrimoniale.

Parlando dell’attualità, la società non è certamente al top della forma. Solo nel 2008 (fonte Assogestioni) i deflussi sono stati i maggiori tra le big del risparmio gestito, per una quota complessiva di oltre 47 miliardi di Euro e l’inizio dell’anno ha visto confermato questo trend, con diminuzione del patrimonio che, citando il mese di febbraio, si attesta a quota 1.912 milioni di Euro.
 
I PUNTI DI FORZA

Sicuramente si potrebbe puntare sulle prospettive di ripresa della società, che attualmente sta vivendo un momento di indubbio appannamento. Facendo parte del gruppo Unicredit, anche in relazione alla buona solidità di quest’ultimo in temini di bilancio, è difficile pensare che questo processo di deflussi comprometterà definitivamente le opportunità di crescita di questa società. E’ inoltre un fatto comprovato la lunga tradizione (la storia parte dal 1928) di Pioneer, che la rende tra i più stabili e longevi protagonisti del mercato del risparmio gestito.

IL GOLEADOR

Tradizione calcistica ci insegna che il rilancio di una società parte anche dai nuovi elementi che vengono introdotti in una squadra. E’ così ci sembra opportuno parlare del nuovo fondo Euro Credit Recovery 2012 sul quale la stessa società punta molto. Secondo quanto sostiene la società la crisi di liquidità che ha interessato i mercati finanziari nel corso dell’ ultimo anno ha colpito in modo generalizzato tutte le aziende, anche quelle di buona qualità e ha fatto si che i prezzi delle obbligazioni societarie si siano ridotti a livelli significativamente più bassi rispetto alla media storica di lungo periodo. Nel tempo questo scenario del tutto anomalo è destinato a cambiare e i prezzi di mercato delle obbligazioni societarie dovranno riflettere il valore reale delle società.

Si inserisce in questo contesto il nuovo comparto Euro Credit Recovery 2012, rivolto a coloro che desiderano beneficiare dell’attuale situazione di mercato ma che hanno un profilo di rischio piuttosto contenuto. Il prodotto investe in obbligazioni societarie sulla base di un selettivo processo di investimento e mira ad un’ampia diversificazione per minimizzare i rischi e proteggere i rendimenti. Il portafoglio infatti sarà composto da almeno 100 diversi emittenti e la scelta dei titoli verrà effettuata esclusivamente fra le società europee Investment Grade, ossia di elevata qualità, sia finanziarie che non. Il prodotto può essere sottoscritto esclusivamente durante una finestra di collocamento che va dal 16 marzo al 8 maggio 2009 ed ha un orizzonte temporale predefinito (3 anni) consentendo all’investitore di pianificare in modo efficiente le sue necessità finanziarie. La durata prestabilita del prodotto non comporta comunque alcun vincolo: l’investitore infatti durante la vita del prodotto può all’occorrenza disporre del suo denaro rimborsando in qualsiasi momento. Il fondo prevede inoltre un flusso di reddito periodico attraverso il pagamento di una cedola annuale il cui importo viene calcolato al 31 dicembre di ogni anno e corrisposto nel mese di febbraio.

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