Carmignac: 2017, attenti a quello che desiderate

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Chiara Merico di Chiara Merico 17 Febbraio 2017 | 12:13
Per Sandra Crowl siamo nel mezzo di una nuova ripresa economica, la quale trova fondamento in un’ampia base di settori, sia sui mercati sviluppati che su quelli emergenti.

OPPORTUNITA’ E INSIDIE – “2017, attenti a quello che desiderate”: il titolo della web conference condotta da Sandra Crowl, membro del Comitato investimenti di Carmignac, rende bene il senso dell’attuale contesto di mercato. Come sfruttare al meglio le opportunità offerte da un ciclo economico in miglioramento? E allo stesso tempo, come fare a evitare le insidie presenti sui mercati? Non basta, infatti, desiderare che qualcosa vada bene perché questo accada.

LUCI E OMBRE DELLA TRUMPONOMICS – Come ha spiegato Sandra Crowl, “il ciclo economico globale sembra ormai allineato, e gli investitori sono orientati verso i settori più sensibili al ciclo, come l’energia e l’industria”. Al centro della scena c’è ovviamente l’elezione di Donald Trump a presidente degli Usa. “Con il suo annuncio di voler riformare la fiscalità societaria, Trump ha rafforzato il cosiddetto ‘animal spirit’ nelle società americane, e c’è in effetti stato un rialzo dell’indice della fiducia delle piccole aziende”, ha spiegato Crowl. “Anche il sentiment dei consumatori è rimbalzato: la domanda dei mutui è forte, e il consumatore resta vitale per il mercato Usa. Questi dati confermano la ripresa economica, in atto già dall’anno scorso, da molto prima che venisse eletto Trump: alcuni titoli ciclici hanno già avviato un’importante correzione al rialzo”. Nonostante il miglioramento, ha aggiunto Crowl, “continuiamo comunque a tenere sotto controllo le scelte protezionistiche annunciate dal presidente Usa”. Nella cosiddetta Trumponomics ci sono tre problemi di fondo: il primo, ha spiegato Crowl, è che”non è chiaro quale sarà l’effetto economico finale: alcuni pensano che avrà un effetto positivo per il dollaro, ma i consumatori potrebbero decidere di ridurre la spesa per consumi a causa dell’effetto negativo sui prezzi, come ha già rivelato il grande importatore Wal-mart”. Gli altri due aspetti negativi delle politiche economiche di Trump sono appunto “le pressioni al rialzo sul dollaro e la tempistica: gli stimoli di Trump rischiano di aumentare il debito sia sul lato pubblico che su quello privato”.

EUROPA: FINE DEL QE IN VISTA? – Per quanto riguarda l’Europa, secondo Crowl è probabile “un rialzo dei tassi europei a medio termine, una volta terminati i rischi politici. La Bce – ha aggiunto – sta facendo sempre più fatica nel proseguire il piano di acquisto di bond previsto dal QE. A noi sembra che l’Eurotower abbia già iniziato a implementare il suo piano di rientro, attraverso la diminuzione degli acquisti mensili e fissando il termine del programma a fine 2017, un termine abbastanza lontano per mettere i mercati in sicurezza dai rischi politici”. In conclusione, ha spiegato Crowl, “siamo nel mezzo di una nuova ripresa economica, la quale trova fondamento in un’ampia base di settori, sia sui mercati sviluppati che su quelli emergenti. Crediamo che l’inflazione crescerà e che le banche centrali dovranno adattare le loro politiche monetarie. Continueremo ad avere una duration molto corta e flessibile sui tassi a causa delle aspettative inflattive”.

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