Carreri (Anima) : “Noi, polo aggregante del risparmio gestito”

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Intervista esclusiva a Bluerating.con dell’amministratore delegato della società di gestione alleata di Poste. “No comment su Arca ma guardiamo con interesse a ogni operazione possibile”.

Francesca Vercesi di Francesca Vercesi20 febbraio 2017 | 10:58

Marco Carreri, amministratore delegato di Anima Holding (nella foto)Marco Carreri, ha rilasciato questa intervista a Bluerating.com, dove commenta i dati sulla raccolta della sua società, analizza le prospettive dell’industria italiana del risparmio gestito e parla anche delle possibili fusioni e acquisizioni nel settore. No comment sulla ventilata unione con Arca anche se Carreri conferma la volontà di Anima di essere polo aggregante sul mercato.

La raccolta netta del gruppo Anima nel mese di gennaio 2017 è stata negativa per 66 milioni di euro. L’avvio del 2017 risente delle incertezze e tensioni che hanno caratterizzato una buona parte del 2016. Cosa state registrando come atteggiamento da parte della clientela retail?

Continuiamo a registrare una minor propensione all’investimento da parte della clientela retail, in linea appunto con quanto vissuto per buona parte del 2016. Le turbolenze dei mercati, in particolare quelle indotte dai grandi eventi politici del 2016 – referendum sulla Brexit e elezioni presidenziali negli Stati Uniti – hanno tenuto alla finestra molti risparmiatori, rinviando le decisioni di investimento. La reazione dei mercati finanziari è stata però positiva e chi è rimasto investito ne ha beneficiato. Al di là delle oscillazioni di breve periodo nella domanda di fondi, è ormai chiaro alle famiglie che il fai-da-te è una strada sempre più difficile da percorrere, data la complessità e volatilità dei mercati finanziari.

Sul fronte della clientela istituzionale l’interesse è superiore? Se sì, con quali soluzioni di investimento?

Continuiamo a riscontrare forte interesse da parte della clientela istituzionale in particolare per due aree della nostra offerta: le strategie macro e le soluzioni di investimento personalizzate a controllo del rischio. Su questo fronte nel 2016 abbiamo registrato una raccolta netta di 3,5 miliardi di euro. In particolare, per quanto riguarda le soluzioni macro, le nuove strategie introdotte a fine 2015 stanno dando risultati positivi dal punto di vista della performance e stanno generando molto interesse da parte degli investitori. Sul secondo aspetto, continuiamo a essere leader nell’innovazione e partner di diversi primari gruppi assicurativi, grazie alle competenze di ingegneria di prodotto unite a una profonda conoscenza delle dinamiche e delle esigenze della clientela.

Alla luce del primo accordo commerciale con Poste quali sono i risultati e quali sono i passaggi del processo di rafforzamento dell’alleanza con Poste che vedrà, nel 2017, il conferimento in Anima di BancoPosta Fondi Sgr?

A poco più di un anno dall’avvio della collaborazione, gestiamo per loro circa 4 miliardi di euro. Il prossimo passaggio chiave della partnership è appunto il conferimento al nostro gruppo di BancoPostaFondi Sgr, con conseguente incremento della partecipazione di Poste in Anima Holding. In virtù di ciò il nostro gruppo potrà contare su masse in gestione pari a circa 147 miliardi di euro (dato a fine 2016).

L’industria del gestito in Italia, ancora piuttosto frammentata, sta andando verso un processo di accorciamento catena. Come vede lei l’industria in questa fase, anche di fronte all’arrivo di Mifid 2?

Le pressioni competitive, normative e regolamentari spingono da tempo verso un consolidamento dell’industria. Mifid II accelera questo processo, in cui Anima è pronta a giocare un ruolo di primo piano. La normativa Mifid II impatta su diverse aree e attività delle sgr; in particolare queste sono chiamate a un maggior coinvolgimento nella definizione dell’offerta e nel favorire l’innalzamento della qualità del servizio prestato dai collocatori. Già da tre anni investiamo in iniziative di formazione strutturate come Accademia Anima, il nostro centro di ricerca e formazione che si avvale di docenti universitari ed esperti di settori esterni alle aree classiche dell’economia e della finanza, nella convinzione che un approccio di più ampio respiro e multidisciplinare sia indispensabile per una più efficace gestione del risparmio.

Come vede la raccolta per i prossimi mesi?

Nelle ultime settimane stiamo incominciando a raccogliere i primi segnali di ripresa della domanda. Ci aspettiamo che con l’intervento del Governo per la stabilizzazione del sistema finanziario il clima domestico migliori e che questo possa rafforzare le condizioni per un approccio più costruttivo e di lungo periodo nella gestione degli investimenti da parte delle famiglie italiane.

Ci sono ipotesi di una aggregazione con Arca. Ha qualcosa da dire a riguardo?

Premesso che non commentiamo casi specifici, confermiamo che siamo interessati a giocare un ruolo da “polo aggregante” nell’industria italiana e quindi guardiamo con interesse tutte le operazioni che possono creare valore per i nostri azionisti e i soggetti coinvolti.


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