Fondi comuni – Timori per i finanziari in Giappone

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di Roberto Dotti 28 Aprile 2009 | 14:00
Tutte le borse asiatiche sono state caute, in attesa delle trimestrali e dei risultati dello stress test degli istituti finanziari americani.

Ad inizio settimana, le notizie poco rassicuranti sullo stato di salute del sistema finanziario americano, hanno appesantito l’indice Nikkei, che ha pagato anche il rafforzamento dello yen che è tornato sopra quota 98 sul dollaro. Per questo a rimetterci maggiormente sono stati i titoli degli esportatori e i finanziari. Toshiba ha perso terreno in vista del prossimo aumento di capitale e la concorrente Hitachi è scesa in seguito alle notizie che potrebbe ricorrere a finanziamenti pubblici per rafforzare il prosprio capitale. Sul fronte finanziario, la società di brokeraggio Nomura dovrebbe annunciare una perdita di esercizio di circa 7,2 miliardi di dollari, legata prevalentemente all’acquisto delle operazioni di Lehman Brothers.
Anche la seconda banca giapponese Mizuho ha annunciato perdite nette per circa 6 miliardi di dollari.
Nell’esercizio fiscale chiusosi il 31 marzo la bilancia commerciale giapponese, per la prima volta da 28 anni, ha registrato un deficit commerciale di circa 7,3 miliardi di dollari in seguito alla contrazione delle esportazioni del 16,4%.
Il governo si attendeva una crescita zero per l’anno fiscale 2009-2010, ma è stato costretto a rivedere al ribasso tale previsione ( -3,3%) in seguito agli ultimi risultati aziendali ed allo stato dell’economia.

La Corea del Sud è riuscita ad evitare la recessione nel primo trimestre dell’anno, con un Pil aumentato dello 0,1%, ed in tempi come questi è un risultato rassicurante. Inoltre, aziende tra cui Samsung e Kia, hanno registrato profitti superiori alle attese e ciò ha rafforzato lo won e fatto salire i listini.

In Cina ci sono numerosi segnali che indicano che il momento peggiore dovrebbe essere passato e che il paese dovrebbe riuscire a centrare l’obiettivo di crescita dell’8%.  Al momento la Cina sta affrontando alcune pressioni deflazionistiche in seguito alla discesa dei prezzi al consumo di marzo: -1,2% su base annua.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari Pacifico vede il fondo Caf Thailand in vetta alla classifica nella settimana che va dal 21 al 27 aprile una performance positiva del +3,3%.
Il comparto, lanciato nel gennaio 1998, gestisce un patrimonio di 179 milioni di sollari e ha registrato una performance YTD positiva +6,3% contro una performance a 3 anni del -18,3%.
Il benchmark di riferimento è il  Thailand SET Index.
Il comparto investe prevalentemente in titoli azionari tailandesi quotati sulla borsa tailandese (SET). Il gestore selezionerà tra i titoli quotati quelli che riflettono in ultima istanza l’economia tailandese. Il comparto sarà prevalentemente costituito da azioni di società che presentano un potenziale di crescita degli utili e sono dotate del management e delle risorse finanziarie per esprimerlo. Il comparto potrà su base accessoria, detenere attività liquide.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 21/04 AL 27/04

Valuta fondo percentuale
USD CAF THAILAND 3,36%
USD INVESCO JAPANESE EQUITY CORE FUND 3,36%
EURO DWS INVEST JAPANESE SMALL/MID CAP 3,29%
USD MS JAPANESE VALUE EQUITY FUND 2,85%
EURO PARWORLD TRACK JAPAN 2,46%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 21/04 AL 27/04

Valuta fondo percentuale
EURO ING (L) INVEST ASIA PACIFIC HIGH DIVIDEND -18,05%
EURO DARTA PACIFIC SELECTION -10,74%
EURO BRIGHT OAK GEO JAPAN -3,51%
EURO SISF PACIFIC EQUITY EUR -3,41%
EURO

EUROMOBILIARE IFS PACIFIC EQUITY -3,28%

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