Azionari Energie Alternative

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di Samuele Camellini 15 Maggio 2009 | 15:20
Gli Azionari Settoriali riferiti alle Energie Alternative rientrano nel novero di quelle categorie innovative introdotte dall’Ufficio Studi di Bluerating nel novembre 2007 e, oggi, copiate da altre agenzie di rating…

Descrizione della categoria
Il presente gruppo è composto da “fondi che investono nei titoli azionari del settore delle energie alternative. Sono considerate alternative l’energia geotermica, nucleare, idroelettrica, solare, eolica e, in generale, tutte le fondi energetiche diverse dai combustibili fossili. A livello geografico si considerano tutti i mercati sviluppati e/o emergenti o specifiche aree e paesi”.
In base agli standard dell’Ufficio Studi Bluerating, l’aspetto rilevante per l’inclusione nella categoria in oggetto è l’investimento in fonti energetiche differenti dal petrolio, il carbone e il gas naturale. I fondi azionari specializzati sulle energie alternative, rappresentano un sottoinsieme degli azionari che hanno come tema l’ecologia e l’ambiente, come evidenziato in un precedente commento. La focalizzazione sulle fonti energetiche ed il fatto che la popolazione di fondi con queste caratteristiche sia numericamente significativa, giustifica la costituzione di una categoria ad hoc. E’ opportuno sottolineare che il principale sistema internazionale di classificazione merceologica, GICS (Global Industry Classification Standard), non prevede le energie alternative nei quattro livelli di classificazione, mentre il sistema ICB (Industry Classification Benchmark) lo prevede esplicitamente come settore riconducibile al petrolio e al gas. Trattasi di una evidente semplificazione.
In ogni caso, i due sottosettori delle energie alternative previsti da questo standard sono le attrezzature che utilizzano le energie rinnovabili e i combustibili alternativi.
Nel primo rientrano tutte le società che sviluppano o producono attrezzature che utilizzano come fonte energetica, quella solare, eolica, geotermica e riconducibile alle risorse idriche.
Nel secondo sottosettore sono ricomprese le società che producono combustibili derivanti da fonti energetiche quali l’etanolo, il metanolo, l’idrogeno e, in generale, i biocarburanti utilizzati per i veicoli, nonché tutte le società coinvolte nella produzione di veicoli con “fuel cells” e/o che sviluppano infrastrutture per le energie alternative.
Si evidenzia che la metodologia dell’Ufficio Studi di Bluerating  includere esplicitamente tra le fonti energetiche alternative anche quella nucleare.

Il benchmark di categoria e il benchmark dichiarato dai fondi
Due degli otto comparti presenti in questa categoria non comunicano il benchmark, mentre cinque dichiarano come riferimento il MSCI World, l’indice azionario globale rappresentativo dei paesi sviluppati. Solamente AWF HYBRID RESOURCES fa riferimento ad un composito nel quale rientra una percentuale significativa di un indice riconducibile alla categoria.
Il benchmark dichiarato da questo fondo è così strutturato: 50% MSCI Light Energy, 25% MSCI World, 25% MSCI World / Oil, Gas & Consumable Fuels. E’ evidente l’inutilità di utilizzare un indice generico per questa categoria. L’Ufficio Studi di Bluerating ha perciò deciso di utilizzare il
WilderHill New Energy GIobal Innovation Index* (www.cleanenergyindex.com). L’asterisco in coda al nome sta ad indicare che la serie storica di questo benchmark parte dal 1 gennaio 2006. Per quanto riguarda il periodo antecedente, è stato utilizzato l’indice MSCI AC World / Energy.
Il New Energy Global Innovation Index è composto da 85 società quotate in 24 borse di 21 paesi. In base ai dati comunicati dalla società alla fine del primo trimestre, l’indice in questione è esposto per il 48,5% sull’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, per il 34% sui due continenti americani e per il 17,6% in Asia ed Oceania. E’ perciò un benchmark che include anche i paesi emergenti.
In merito ai settori, l’energia eolica e quella solare rappresentano insieme il 61,2%, con una percentuale esattamente identica. I sistemi di energia efficiente pesano per il 12,9%, mentre i biocarburanti e le biomasse il 12,2%. I sistemi di conservazione e stoccaggio dell’energia coprono il 10% dell’indice e le altre risorse rinnovabili il 6,5%.
I principali titoli in portafoglio, con un peso ciascuno pari al 2,98% del portafoglio sono Vestas Wind Systems (Danimarca), EDP Renovaveis (Portogallo), le spgnole Acciona, Gamesa Corporacion Tecnologica e Iberdrola Renovables, Hansen Transmissions International (Regno Unito), China High Speed Transmission Equipment Group (Hong Kong) e EDF Energies Nouvelles (Francia).


Le caratteristiche dei fondi inclusi nella categoria
I comparti attualmente presenti in questa categoria sono 26, riconducibili a 8 fondi, come si accennava, e solo 10 ottengono il rating e lo score, come si può osservare dalla tabella allegata.
Il già citato AWF HYBRID RESOURCES, risulta esposto per poco più del 50% in azioni, mentre il gestore utilizza circa il 28% delle disponibilità del fondo per derivati su commodity. La restante parte è investita il liquidità.
BGF NEW ENERGY FUND  investe circa la metà del portafoglio in titoli a larga capitalizzazione e la restante parte in società di piccole e medie dimensioni. Il fondo non si rivolge ai mercati emergenti e il 44,2% è riferito al Nord America. Anche l’area del Pacifico ha una rilevanza marginale, inferiore all’1%, mentre l’Europa la fa da padrona con la restante parte del portafoglio.
DWS INVEST NEW RESOURCES ottiene i risultati migliori della categoria grazie all’investimento in titoli di grandi e medie dimensioni prevalentemente growth degli Stati Uniti e dell’area Euro.
Il comparto SAM SMART ENERGY FUND dichiara di investire a livello internazionale in società che offrono tecnologie, prodotti e servizi nel settore delle energie del futuro, ad esempio le energie rinnovabili, la distribuzione decentralizzata dell’energia e l’efficienza energetica. A differenza dei fondi sino ad ora citati, il comparto di Julius Baer si rivolge per il 30% ai mercati dell’Asia Pacifico, di cui il 20% emergenti.
LOMBARD ODIER INVEST – THE CLEAN TECH FUND investe oltre il 40% in titoli a media e piccola capitalizzazione con forti connotazioni di crescita. Anche in questo caso, le area geografiche principali sono gli Stati Uniti e l’area Euro, così come PICTET FUNDS (LUX) CLEAN ENERGY,
UBS (LUX) EQUITY FUND GLOBAL INNOVATORS e VONTOBEL GLOBAL TREND NEW POWER.

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