Risparmio gestito – Attenzione alla deflazione!

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di Matteo Chiamenti 21 Maggio 2009 | 10:00
Per Threadneedle i tassi d’interesse resteranno bassi con una volatilità elevata e un reale rischio di deflazione. Ecco la view di Quentin Fitzsimmons, head of government bonds.

Nell’attuale contesto economico i titoli di stato continueranno a rappresentare uno degli asset più interessanti, considerando che la portata del rallentamento economico globale porterà a tassi d’interesse sempre più bassi.
 
Secondo le nostre previsioni, in uno scenario di mercato tuttora caratterizzato da elevati livelli di volatilità noi vediamo alcune significanti opportunità di investimento, in quanto rendimenti obbligazionari più bassi corrispondono a un incremento di valore dei titoli. In effetti, dopo il rally azionario i rendimenti dei titoli di stato sembrano addirittura più interessati. Sui mercati creditizi le false condizioni di liquidità hanno portato a una situazione cronica di mis-pricing del rischio, e gli spreads di rendimento iniziano adesso ad apparire interessanti.
 
Le conseguenze del processo di deleveraging, che lo scorso anno ha dominato la scena sui mercati finanziari sviluppati, continuano a interessare anche le singole persone, poiché in queste economie reali ancora depresse è tuttora difficile ottenere credito. Finché il processo di deleveraging non sarà giunto a conclusione, i titoli di stato continueranno a rappresentare un porto sicuro per gli investitori.
 
Nel contesto attuale, il vero problema non è l’inflazione, bensì la possibilità sempre più concreta di deflazione. La recessione comporta l’aumento dei livelli di capacità produttiva inutilizzata, l’indebolimento del potere contrattuale nelle contrattazioni salariali e, potenzialmente, un periodo di inflazione decisamente più bassa rispetto all’attuale consenso. Riteniamo che i rischi di deflazione siano attualmente sottostimati.
 
In linea generale, Threadneedle conferma le seguenti previsioni:
•    i tassi di interesse rimarranno bassi piuttosto a lungo e per un certo periodo sarà ancora necessario adottare manovre di quantitative easing;
•    l’inflazione non rappresenta un problema, ma il rischio di deflazione è elevato;
•    nel settore del credito il rischio relativo ai singoli titoli rimane elevato;
•    le strategie che usano strumenti liquidi si confermano interessanti.
I titoli di stato sono stati oggetto di massicce vendite con la fuga degli investitori di fronte a  un’offerta molto ampia e all’impennata dei deficit. Il quadro a breve termine si presenta difficile per i titoli di stato che tuttavia offrono più valore di quanto molti non credano.

Siamo sovrappesati nei titoli del settore creditizio, in particolare del segmento high-yield, ma il rally degli spread inizia ad apparire maturo. Il debito bancario garantito dallo stato, una nuova asset class nata dalla stretta creditizia, offre comunque un extra rendimento rispetto ai titoli di stato senza comportare alcun rischio aggiuntivo.

Il dollaro USA probabilmente continuerà a seguire un andamento positivo grazie a migliori stimoli e al recupero delle borse e gli spread di credito a breve termine sono molto interessanti come strumento bilanciato per mantenere la qualità creditizia.

In una prospettiva a più lungo termine, le obbligazioni a lunga scadenza appaiono più interessanti negli Stati Uniti e in Europa a causa della ripidità delle curva dei rendimenti.

Le politiche di svalutazione competitiva, destinate a proseguire, causano forti conflitti politici a livello internazionale e implicano il rischio di protezionismo. In questa situazione si delineano opportunità di investimento sui mercati valutari dove l’incertezza generale, a livelli ancora elevati, richiede strategie flessibili e adattabili. Chiaramente non è possibile che tutti i paesi esportino la propria ricetta per uscire dalla crisi procedendo simultaneamente alla svalutazione.
 

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