Fondi comuni – Julius Baer Northern Africa Fund

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Biagio Campo di Biagio Campo 27 Maggio 2009 | 08:40
Tra i pochi prodotti che investono sull’Africa, il fondo permette di prendere posizione su un’area geografica che non è ancora riuscita ad esprimere il proprio potenziale, diversificando all’interno dell’intero continente.

La forte crescita economica mondiale registrata negli ultimi anni si è maggiormente distribuita sui mercati emergenti, Cina, India, Russia e Brasile, ma più in generale su tutta l’Asia ed il Sud America, trascurando invece i paesi in via di sviluppo, principalmente localizzati in Africa. La ragione risiede in primo luogo nell’assenza di un quadro legislativo trasparente ed aperto all’estero, che non ha consentito un’interazione con il sistema finanziario internazionale, tuttavia i piani di riforma adottati ed il ridimensionamento della componente finanziaria rispetto a quella reale nell’economia internazionale, dovrebbe favorire i paesi che più di altri sono rimasti indietro, attirando investimenti forti di un basso costo del lavoro e di mercati domestici fortemente immaturi nell’offerta di beni e servizi, in grado quindi di rappresentare un interessante sbocco per le società straniere.

Per cogliere le opportunità presenti nel mercato Julius Baer, società svizzera specializzata in private banking ed asset management, ha lanciato nel settembre 2007, attraverso la Sicav Julius Baer Multistock, il fondo Northern Africa Fund, che investe nel continente africano.

Le nazioni maggiormente rappresentate sono Egitto (35%), Marocco (22%) e la regione Sub Sahariana, mentre tra i settori spiccano il finanziario (34%), le telecomunicazioni (16%) e le materie di base (16%), un dato che evidenzia come sia sbagliato considerare l’economia africana legata unicamente alle materie prime.
 

A causa dell’area geografica prescelta è molto difficile identificare un adeguato benchmark per il Julius Baer Northern Africa Fund, tuttavia prendendo come paragone tre diversificati indici internazionali quali l’MSCI Emerging Markets, l’MSCI Emerging Markets EMEA (Europe, Middle East and Africa) e l’MSCI World, dal debutto nel 2007 la performance del fondo, seppur negativa, è ampiamente superiore ai riferimenti sopra citati, mentre da inizio anno, a causa di un atteggiamento di prudenza nell’esposizione ai mercati, il fondo è stato battuto dai due indici dei paesi emergenti presi in esame. 
 

Dal settembre 2007, tra le borse africane l’unica che ha ottenuto una performance positiva, al netto del tasso di cambio, è stata quella tunisina, con un rialzo di oltre il 20 per cento, mentre la peggiore è stata quella nigeriana, in ribasso di oltre il 60 per cento, tuttavia il vero tracollo che ha interessato alcuni importanti mercati emergenti, Russia fra tutti, non si è verificato, a causa di una limitata presenza speculativa di investitori esteri. 
 

Segnali positivi vengono dall’andamento del mese di aprile, come spiega Dirk D. Kubisch, Product Specialist Emerging Markets Team, di Julius Baer Asset Management Europe; “I mercati azionari della regione del Nord Africa hanno affrontato una fase positiva durante il mese di aprile. Il mercato egiziano è salito del + 21 per cento, seguito dal mercato tunisino che ha segnato un +9 per cento (performance attualizzate in Euro ndr.) In questo scenario il comparto ha chiuso un altro mese in positivo, con un rendimento del +13.2 per cento, con i contributi più importanti in termine di paese giunti dall’Egitto e dalla regione Sub Sahariana, mentre è stato negativo il Kenya”.
 

L’investimento in Africa, disponibile attraverso pochissimi prodotti finanziari, offre grandi opportunità di rendimento a fronte di rischi elevati; tuttavia la correlazione non lineare presente con gli altri mercati azionari internazionali riduce parte del rischio presente. Il fondo è comunque rivolto ad investitori con un elevato approccio al rischio ed un orizzonte temporale di lungo termine.

 

 

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