Risparmio gestito – Mercati emergenti: Polonia e Repubblica Ceca

A
A
A
di Matteo Chiamenti 5 Giugno 2009 | 12:20
Continua la pubblicazione dell’ultimo report di Raiffeisen Capital Management sull’Europa Centro Orientale e sull’Eurasia. Oggi il focus è su Polonia e Repubblica Ceca.

Polonia
Come in molti altri Paesi della regione, anche la produzione industriale polacca è crollata e le vendite al dettaglio sono anch’esse diminuite nel confronto annuale. D’altro canto però si sono avuti degli sviluppi positivi nel commercio con l’estero: grazie ad uno Zloty debole, le importazioni stanno diminuendo più velocemente rispetto alle esportazioni. Tuttavia, il declino della domanda estera causato dalla crisi economica globale si sta facendo sentire. Com’era atteso, la banca centrale ha lasciato invariati i tassi d’interesse alla fine di aprile. È stato inoltre deciso di posticipare l’ancoraggio dello Zloty all’Euro nel quadro della SME-II, che avrebbe rappresentato il primo passo verso l’adozione della moneta unica, dopo la metà del 2011.

Questa decisione ha generato una pressione di breve termine sulla valuta polacca, in seguito però lo Zloty si è nuovamente apprezzato verso la fine del mese, grazie al miglioramento della propensione al rischio tra gli investitori. Il forte recupero dello Zloty in seguito al meeting dei G-20 a Londra ed il continuo deterioramento dell’economia potrebbero indurre la banca centrale a tagliare i tassi in misura maggiore rispetto a quanto atteso dal mercato. È probabile che le obbligazioni polacche ne trarrebbero profitto. Le azioni polacche hanno seguito il trend dei mercati azionari globali, facendo registrare forti guadagni: come nel mese precedente, il rally è stato trainato dai vari titoli finanziari presenti sul mercato, come ad esempio Bank Pekao. Il produttore di rame KGHM ha tratto profitto dal continuo miglioramento dei prezzi del rame, che hanno recuperato il 50% dopo I livelli minimi di dicembre.
 
Repubblica Ceca
I dati sull’economia ceca sono stati di nuovo sorprendentemente deboli in Aprile. Il crollo della produzione industriale (meno 23.4% nel raffronto annuale) e le vendite al dettaglio (meno 7.9% rispetto all’anno scorso) sono segni incontrovertibili di un forte rallentamento dell’economia ceca. Jan Fischer, un “indipendete”, è stato eletto ad interim come il nuovo primo ministro e dovrà ora proporre un nuovo governo, che necessiterá poi dell’approvazione del presidente Klaus.

Le azioni della borsa di Praga si sono mosse in armonia con il resto del mercato azionario est europeo, facendo registrare guadagni a due cifre percentuali. Anche in questo caso è stato un titolo finanziario, Komercni Banka, a far registrare la miglior performance tra le Large Caps.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Top 10 Bluerating: Lombard Odier in cima alla Francia

Salone del Risparmio 2022, è tempo di tirare le somme

Top 10 Bluerating: Waystone prima nei diversificati

NEWSLETTER
Iscriviti
X