Speciale SGR – Questione di comunicazione per Fidelity

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di Redazione 12 Giugno 2009 | 09:30
I prodotti di risparmio gestito hanno subito più degli altri, e non sempre per propri demeriti, gli effetti della crisi complessiva dell’intero mercato finanziario. Una crisi che ha colpito indistintamente tutto il settore del gestito senza distinzioni.
«A nostro avviso i prodotti di risparmio gestito hanno subito più degli altri, e non sempre per propri demeriti, gli effetti della crisi complessiva dell’intero mercato finanziario. Una crisi che ha colpito indistintamente tutto il settore del gestito senza distinzioni. Gli investitori hanno associato il problema della liquidità a tutta la categoria dei fondi comuni mentre questa criticità aveva interessato solo una minima parte degli strumenti finanziari. Ad esempio, tutti i fondi di Fidelity – anche nei momenti più difficili – hanno sempre fornito la valorizzazione giornaliera delle quote ed hanno sempre soddisfatto le richieste di rimborso ricevute.

 

L’altro elemento che ha penalizzato l’industria – e questa volta con maggiore responsabilità della stessa – è che i clienti sempre meno desiderano pagare dei fondi che stanno sostanzialmente a benchmark come fossero invece gestiti attivamente. I gestori meno attivi soffriranno sempre di più la concorrenza dei prodotti a basso costo quali – ad esempio, gli Etf. Ed infine, in questa crisi, il grosso delle uscite si è manifestato sui prodotti obbligazionari che spesso hanno deluso le aspettative dei clienti in termini di difesa del patrimonio investito più di quelli azionari».

Così Paolo Federici, responsabile per la distribuzione di Fidelity, sintetizza l’attuale scenario in cui si trovano ad operare le SGR. Ma Federici sembra avere le idee chiare anche in tema di azioni che le singole società devono compiere per portare a una rinascita dell’industria. «Riteniamo che le regole fondamentali del gioco non siano cambiate e che occorra avere il coraggio di restare fedeli ai propri principi, a cominciare da quello di mettere il cliente al primo posto» continua il responsabile per la distribuzione di Fidelity «La qualità dei prodotti proposti, il prezzo adeguato alla tipologia di gestione, la trasparenza dei costi e il livello di servizio offerto ai consulenti rimangono aspetti imprescindibili. Oltre che la comunicazione verso l’investitore finale».

E in questo contesto che ruolo dovranno giocare le politiche di incentivo verso le reti distributive? «Non riteniamo che vi siano elementi per modificare l’approccio alle politiche di incentivo nei confronti dei distributori a causa della recente crisi dei mercati» risponde Federici «Riteniamo che il risparmio gestito sia un tema di medio-lungo termine e coerentemente con questo orizzonte vanno guardate anche le politiche di prezzo. Ovviamente rispettiamo le scelte commerciali compiute da ciascun distributore, ma riteniamo che questo sia un mercato in cui gli interventi tattici di incentivo trovano poco spazio e qualche volta, se troppo spinti, corrono il rischio di non massimizzare l’interesse del cliente». Per questo Fidelity si da l’obiettivo di fornire ai propri partner distributivi non solo prodotti di qualità, ma anche supporti ad iniziative commerciali che possano essere utili nel decodificare il momento di mercato che stiamo vivendo».


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