Rating & Score – La crisi e il rating

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Avatar di Samuele Camellini 26 Giugno 2009 | 07:30
Sembrano due termini che poco hanno a che fare tra loro, ma l’attuale crisi che stiamo vivendo dipende molto dai rating. Il debito accumulato da grosse e importanti banche e compagnie assicurative si basa su un’anomalia del sistema che assume i crismi del paradosso finanziario

Per rating intendiamo le valutazione fatte da agenzie specializzate nel verificare la qualità del credito da parte di soggetti che, indebitandosi, raccolgono capitali sul mercato per finanziare le proprie attività nel breve, medio e lungo periodo. Il rating sul debito, si sa, incide sul prezzo e sui tassi delle emissioni obbligazionarie.

Il paradosso della regolamentazione di questa materia ante crollo dei mercati, stava nel fatto che soggetti qualificati con il massimo rating, la classica tripla A, potessero raccogliere capitali senza assicurare il debito contratto, senza cioè appoggiare il debito ad un collaterale che lo garantisse.

Questa situazione ha generato squilibri finanziari poi rivelatisi disastrosi. Infatti società quali Lehman e AIG, dopo essersi indebitate a dismisura, anche attraverso veicoli creati ad hoc e non contabilizzati nei bilanci, vistesi togliere la tripla A dalle agenzie, hanno dovuto con urgenza acquistare collaterali sul mercato a garanzia del debito contratto, con le note conseguenze che tutti conosciamo di default o interventi governativi per evitare il fallimento, alla luce della mancanza di liquidità dei soggetti citati per coprire debiti di miliardi di dollari.

In Europa, il commissario al mercato interno sta riscrivendo le regole del gioco per l’assegnazione del rating in veste di referente, così come gli altri soggetti istituzionali interessati, del Financial Stability Board. Il FSB è un gruppo di lavoro operativo che richiama ai ministri del tesoro/economia, ai regolatori del mercato (ad es. la Consob), ai soggetti vigilanti (ad es. la Banca d’Italia) e le banche centrali dei paesi che compongono il G20.

Anche il risparmio gestito ha subito le conseguenze di questa situazione, posto che i gestori acquistavano (e acquistano) sul mercato i titoli azionari e obbligazionari, oltre ai derivati e agli strutturati, di aziende in apparenza sane, ma nella realtà dei fatti in crisi cronica di liquidità.
Per questo motivo riteniamo che il rating sui prodotti del risparmio gestito abbia la stessa valenza del rating sui bond, per quanto osservi la realtà finanziaria da una prospettiva differente e segua regole in parte diverse.

Bluerating da tredici anni vive con questa convinzione e si pone quotidianamente l’obiettivo di fornire agli investitori un indicatore sintetico che permetta di scegliere i migliori prodotti in base a criteri oggettivi e trasparenti, ed è proprio l’attuale crisi ad averci convinto a fare ulteriori passi in avanti su questa materia e a farci decidere di pubblicare mensilmente una newsletter esclusivamente dedicata ai nostri sistemi di valutazione.

Riteniamo altresì, senza falsa modestia, che il nostro rating quantitativo, il nostro score, il nostro rating di merito, la nostra analisi del posizionamento competitivo delle società di gestione, il nostro sistema di classificazione e categorizzazione dei fondi siano gli strumenti migliori per poter decidere razionalmente e consapevolmente il prodotto giusto per ogni esigenza.
Sperando perciò di aver raggiunto l’obiettivo di condensare in questa newsletter l’eccellenza nella materia di nostra pertinenza, vi auguriamo una buona lettura.

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