La svizzera Unigestion colloca una decina di fondi in Italia

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di Francesca Vercesi 2 Marzo 2017 | 17:10
Il gruppo, con sede principale a Ginevra, ha appena stretto un accordo con Allfunds Bank e punta al segmento degli intermediari, tra banche, assicurazioni e gestori multimanager.

Unigestion, gruppo svizzero di gestione di capitali, ha appena autorizzato una decina di fondi sul mercato italiano. Il gruppo, con sede principale a Ginevra, 9 uffici nel mondo e 400 clienti istituzionali, ha un focus esclusivo sull’asset management con una gamma di fondi in quattro principali aree di competenza: equity, multi asset, private equity alternatives. «La maggior parte dei nostri interessi sono in Canda e in nord Europa. Sono mercati maturi e più printi a pagare la qualità. E l’Italia è uno di questi», racconta a Bluerating Florian Ielpo (nella foto)Florian Ielpo, capo della ricerca di macroeconomica di Unigestion che, in totale, gestisce capitali per 21,6 miliardi di euro. La società ha appena stipulato un accordo con Allfunds Bank, che prevede la registrazione di tutti i comparti della Sicav Uni-Global di Unigestion e delle loro classi di azioni. In virtù dell’accordo, saranno resi disponibili i prodotti azionari e multi asset di Unigestion quali Navigator (140 milioni di euro in gestione) e Alternative Risk Premia. Ora il focus per il mercato italiano è rappresentato dal segmento degli intermediari, ovvero banche, assicurazioni, gestori multimanager, fondi di fondi, grandi family office. Per sviluppare questo segmento è stato chiamato Andrea Di Nisio, con la carica di responsabile Intermediaries per il sud Europa. «Ci preoccupano un po’ i mercati di oggi. Per questo puntiamo a soluzioni molto diversificate, capaci di proteggere l’investitore dai rischi e dove la ricerca è fondamentale. Abbiamo una forte tradizione di ricerca, collaboriamo anche con il mondo accademico», spiega Ielpo. E continua: “offriamo soluzioni di investimento tailor-made dedicate a investitori prudenti. Abbiamo ridotto l’esposizione al reddito fisso e siamo positivi sulle azioni, sulle strategie di carry e sull’alternative risk premium, soprattutto sul fronte market neutral. Ci piace andare alla ricerca di soluzioni nuove e non così visibili». Infine, conclude l’esperto, “puntiamo sulla strategia equity factor, senza ricorrere agli Etf. In altre parole, questa ci porta a ottenere un’esposizione a un portafoglio di azioni di società di elevata qualità caratterizzate da modelli operativi sostenibili, business model solidi, che dovrebbero rimanere redditizi a prescindere dal ciclo economico”.

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