Fondi comuni – Aviva TAA Absolute Fund

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Biagio Campo di Biagio Campo 3 Agosto 2009 | 08:20
Tra i fondi a rendimento assoluto l’Aviva TAA Absolute Fund ha ottenuto il miglior rendimento nell’ultimo anno, con un rialzo di oltre il 23 per cento; il fondo investe sia long che short, su tutte le principali asset class internazionali.

Già da diversi anni presente in Italia, la compagnia britannica Aviva plc è il quinto maggiore gruppo assicurativo a livello mondiale, con attività in ventisette paesi ed un organico di 57 mila unità; nel 2008 sono state riunite le attività di asset management del gruppo all’interno di Aviva Investors, società che attualmente gestisce oltre 290 miliardi di euro, di cui 95,5 miliardi nella sola Europa, con un organico di 1100 unità, tra cui 300 professionisti degli investimenti in 21 sedi distribuiti in Nord America, Regno Unito, Europa e Asia. 

All’interno dei 26 comparti collocati in Italia dalla Sicav lussemburghese Aviva Investors, l’Absolute TAA (ovvero Tactical Asset Allocation) Fund Euro Hedge è stato uno dei fondi che meglio ha saputo far fronte alla crisi innescata dal settore immobiliare statunitense, facendo registrare nell’ultimo anno un rendimento del 23,27 per cento, rispetto al 2,98 per cento del benchmark, identificato nel Libor a 1 mese, ed un guadagno del 6,82 per cento dal lancio avvenuto il 28 agosto 2007.

Dal grafico sotto riportato si evince, a fronte dell’ottimo risultato ad uno e due anni, un livello di volatilità piuttosto elevato, che non si dovrebbe riscontrate in un fondo a rendimento assoluto, ma che risulta facilmente spiegabile dagli andamenti dei mercati finanziari, che hanno sorpreso qualsiasi previsione e serie storica pregressa.

Il comparto persegue una strategia di ritorno assoluto, ovvero il suo obiettivo consiste nel generare un rendimento positivo in qualsiasi condizione di mercato, attuata attraverso lo sfruttamento delle inefficienze di mercato, presenti nei diversi mercati internazionali; per questo il fondo opera, in maniera dinamica (long e short), su una gamma diversificata di asset class, tra cui rientrano liquidità, azioni, obbligazioni, valute, ed indirettamente immobili e materie prime, attraverso l’acquisto di contratti su future, opzioni, swap e contratti su valute estere.

Per meglio capire la politica di investimento del fondo osserviamo il posizionamento in essere al 30 giugno 2009. Con riferimento all’esposizione azionaria, la lettura delle inefficienze portava il comparto ad avere una posizione ribassista su Giappone e Singapore, bilanciata da posizioni rialziste su Regno Unito e Stati Uniti; la componente obbligazionaria vedeva lo short su Giappone, Regno Unito, con il long su Australia, Europa, Stati Uniti; ed infine nel mercato dei cambi, il fondo aveva accumulato posizioni corte su corona svedese, dollaro statunitense, franco svizzero, mentre era lungo su corona norvegese ed euro.  

Adrian Jarvis e Steve Cleal, i due gestori del fondo, mostrano un certo ottimismo sulla ripresa dei mercati; “I precedenti timori di un crollo del sistema bancario ora sembrano un ricordo lontano, tuttavia ci sono ancora venti contrari che mettono in difficoltà l’economia globale. Ci sono timori sulle conseguenze dell’uso di fondi pubblici per riempire i vuoti lasciati dal ridimensionamento del settore privato, ed il mercato sembra preferire questa soluzione, piuttosto che il protrarsi della recessione, tuttavia ci saranno ancora ostacoli lungo il cammino”, per questo la strategia del fondo nel periodo estivo è stata incentrata “nell’utilizzo dei momenti di flessione del mercato, per introdurre il rischio nel portafoglio a prezzi interessanti”.

I fondi a rendimento assoluto non devono essere considerati la soluzione ad ogni scelta di investimento, ma vanno bensì inseriti in un’attenta politica di allocazione della ricchezza, come elemento di decorellazione dalle asset class tradizionali, con un peso che varia a seconda della view di mercato ed approccio al rischio di ogni singolo investitore; nel dettaglio l’Aviva Investors Absolute TAA Fund Euro Hedge è contraddistinto da un rischio medio/alto, ed un orizzonte temporale che, a causa del livello di volatilità registrano nel biennio, dovrebbe essere almeno di medio termine.

 

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