Risparmio gestito – Occhio agli inglesi

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di Matteo Chiamenti 12 Agosto 2009 | 12:20
Il commento settimanale sull’andamento dell’economia e dei mercati di Henderson Global Investors, si concentra sulle recenti decisioni della Banca d’Inghilterra.

NEWS

I dati relativi ai non-farm payrolls e alla disoccupazione hanno superato le aspettative, il che ha spinto un rialzo dei mercati azionari a livello globale, anche a fronte delle punte registrate dal FTSE 100 e dal S&P500. I sondaggi sull’attività manifatturiera di USA e UK hanno altresì aumentato le speranze di un possibile ritorno a trend di crescita.

La Banca di Inghilterra ha sorpreso i mercati annunciando l’incremento di 50 miliardi di sterline al suo programma di quantitative easing, notizia recepita positivamente dai mercati. Tuttavia, tale provvedimento ha messo in guardia circa la recessione in corso nel Regno Unito, che sembra essere più profonda di quanto si pensasse. Il risultato si è avuto all’inizio della settimana, con la sterlina che ha ceduto sul dollaro, per la prima volta dopo quasi un anno.

I risultati finanziari del settore bancario UK sono stati migliori rispetto alle previsioni degli analisti, con Barclays e Lloyds che hanno messo a segno due dei tre migliori risultati dell’indice FTSE 100. Al contrario, la Royal Bank of Scotland ha annunciato che le sue performances potrebbero non migliorare fino al 2011.

VIEWS

L’inaspettata decisione presa giovedì dalla Banca d’Inghilterra di aumentare il programma di quantitative easing di 50 miliardi di sterline ha fornito un valido spunto per l’analisi. Riteniamo che alla base del provvedimento ci siano tre ragioni fondamentali: l’intenzione è stata, in primo luogo, di dare uno “shock positivo” alle aspettative degli attori finanziari, sottolineando l’impegno della banca centrale nel fornire supporto diretto al mercato; in secondo luogo, di prevenire il deflaction scare atteso per la fine dell’anno a seguito della debolezza della domanda; e infine, di dare ulteriore respiro alle banche affinché possano continuare a stabilizzare i loro bilanci.

Nei dati resi noti venerdì e relativi all’occupazione e ai salari del settore non-farm negli Stati Uniti, molti analisti hanno visto un segnale del fatto che la peggiore recessione degli ultimi decenni si stia finalmente calmando: il tasso di disoccupazione è calato inaspettatamente dal 9,5 al 9,4% nel mese di giugno e anche i salari non-farm sono diminuiti a 247,000 nel mese di luglio, leggermente al di sopra del consensus. Ciò detto, tuttavia, secondo i nostri modelli, sembra che il punto più basso nei salari non-farm debba ancora venire: vediamo infatti il rischio di un inatteso passo indietro, nell’arco dei prossimi tre/sei mesi.

Durante la settimana si è potuto assistere ad ulteriori sorprese positive per quanto riguarda altre macro aree: se queste ultime continueranno a svilupparsi a questo ritmo e se coincideranno con ulteriori dati positivi sui rendimenti trimestrali, allora i mercati potrebbero continuare a mantenersi oltre i livelli di resistenza sia a livello tecnico che psicologico.

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