Fondi comuni, 25 anni gestiti bene

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di Matteo Chiamenti 20 Agosto 2009 | 12:30
Tempo di nozze d’argento tra i risparmiatori e i fondi comuni. A celebrare l’anniversario è Allianz Global Investors.

Tempo di nozze d’argento tra i risparmiatori e i fondi comuni.  A celebrare l’anniversario è Allianz Global Investors, fautrice di  questa unione; un rapporto tra coniugi non sempre semplice (come  è nella natura della stragrande maggioranza dei matrimoni  stessi), ma che è rimasto comunque solido nel tempo. 

Era infatti il 21 giugno 1984, 25 anni fa, quando nasceva l’offerta  italiana di fondi comuni: in quella data Gestiras, oggi Allianz  Global Investors, lanciò il primo fondo comune di investimento  italiano, Gestiras (oggi Allianz Reddito Euro). Nato come  fondo obbligazionario a medio termine focalizzato sull’Italia,  successivamente all’avvento dell’euro il fondo ha allargato il suo  ambito territoriale di investimento all’Europa. Lo sviluppo di Gestiras  è stato esponenziale: dai 10 clienti della SGR nei primi 10  giorni di vita del fondo si è passati agli attuali 300.000 clienti di  Allianz Global Investors Italia SGR. Il patrimonio del fondo supera  1,2 miliardi di euro, il patrimonio in gestione della SGR supera  i 33 miliardi (cui si aggiungono 20 miliardi in amministrazione). 

La crescita del fondo Gestiras ha accompagnato l’evoluzione  tumultuosa dell’industria italiana dei fondi comuni negli ultimi  25 anni, un arco di tempo durante il quale il settore del risparmio  gestito ha subito numerose trasformazioni passando attraverso  scenari di mercato diversi: dall’euforia degli anni ’80 alla  crescita dei mercati degli anni ’90, sino alle crisi del 2002 e del  2008.  Si impone pertanto una riflessione sulle performance dei fondi  comuni di investimento negli ultimi 25 anni, utile per affrontare  molti pregiudizi e luoghi comuni su questo strumento finanziario.  Nel caso di Allianz Reddito Euro, per esempio, dalla data di lancio  ad oggi il valore nominale della quota (ovvero il valore  netto per il  cliente) è cresciuto  di 5 volte:  da 5,165 a  30,764 euro. 

Questo strumento  si è quindi dimostrato  adatto a  proteggere, nel  tempo, il valore del  capitale reale: ipotizzando  un investimento  alla data di  lancio pari a  10.000 euro e confrontando  la performance  del fondo  con l’indice Istat  dei prezzi al consumo,  il valore aggiunto  offerto dal fondo  negli ultimi 25 anni  sarebbe pari a  34.000 euro (differenza  fra la crescita  del valore nominale delle quote – 59.500 euro, e l’inflazione,  25.500 euro).  Insomma, tra alti e bassi, i fondi comuni rimangono un valido  strumento di investimento. Sulla base di questa sicurezza, coscienti  dell’importanza della ricorrenza, possiamo lanciarci nella  giusta celebrazione: buon compleanno.

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