Risparmio gestito – Emergenti in spolvero

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 5 Ottobre 2009 | 09:00
L’ultimo report di Raiffeisen Capital Management sull’Europa Centro Orientale e sull’Eurasia. Ecco un primo quadro generale

L’ottimismo sulle piazze finanziarie è proseguito ad agosto, come riflesso dall’aumento dei prezzi per le classi di asset più rischiose. Sia le azioni che le obbligazioni societarie hanno fatto registrare dei guadagni nel corso del mese e anche i titoli di stato in USA e nella zona Euro hanno fatto registrare delle performance positive. I dati economici pubblicati negli USA puntano verso una pronunciata ripresa della situazione economica. Secondo i più importanti indicatori economici, gli indici anticipatori (ad esempi: fiducia dei consumatori, ISM) e i dati sulle vendite al dettaglio, la maggior economia mondiale si sta attualmente stabilizzando o sperimentando un trend al rialzo. Inoltre, ci sono dei sagnali di un “bottoming out” del mercato immobiliare.

Secondo l’indice Case-Shiller Index, i prezzi delle abitazioni USA sono recentemente aumentati, crescendo per la prima volta dal 2006. Ciò nonostante non ci sono ancora segnali che la ripresa economica si stia espandendo anche al mercato del lavoro, che sta tuttora perdendo centinaia di migliaia di posti di lavoro “in termini netti”. Tuttavia, il tasso di disoccupazione è leggermente diminuito, ma l’attuale livello del 9,4% comunque rappresenta per gli USA un dato storicamente molto alto. Il momento peggiore della più grave crisi economica dagli anni ’30 sembra passato, ma la ripresa economica si farà probabilmente attendere. Durante la seconda metà di agosto, la performance dei titoli di stato è stata più marcata, dopo che questa asset class aveva fatto registrare delle perdite nella prima parte del mese. Alla luce dell’alta disoccupazione e del basso livello di utilizzo delle capacità produttive, nell’immediato futuro non c’è da attendersi alcuna pressione inflazionistica. Ne consegue che i tassi di interesse a breve termine nei paesi industrializzati dovrebbero rimanere agli attuali bassi livelli nei mesi a venire. Siccome la crescita economica sembra condannata a rimanere al di sotto del proprio potenziale per i prossimi anni e l’inflazione rimmarrà anch’essa a bassi livelli nei prossimi trimestri, gli yields di lungo termine hanno tuttora solo un limitato potenziale di crescita.

D’altro canto, ridimensionamenti di breve termine nei prezzi dei titoli, rispetto ai livelli attuali, sono possibili in qualunque momento a causa dell’incertezza delle prospettive economiche. Gli “yield spreads” sulle obbligazioni in Euro dell’Europa dell’est (sia obbligazioni che titoli di stato) sono fortemente diminuiti begli ultimi mesi rispetto ai titoli di stato della zona Euro. Le economie dell’Europa centro-orientale rimangono sotto pressione, principalmente a causa dei loro stretti legami con i paesi dell’EU. Un dato che chiaramente riflette questo fatto è quello sulla produzione industriale, recentemente pubblicato. Tuttavia, sembra che ora questi dati siano in fase di miglioramento, dopo che la produzione industriale nei “vecchi” paesi dell’EU ha iniziato a riprendersi Nei mesi futuri, ciò dovrebbe avere un impatto positivo per le economie dell’Europa centro-orientale, generando degli incrementi delle esportazioni. Quindi, le prospettive per il secondo semester 2009 sono migliorate, anche se c’è ancora molta strada da fare per raggiungere i livelli pre-crisi.

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