Quanti soldi in America Latina

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di Samuele Camellini 20 Novembre 2009 | 11:10
Il focus attualmente è in queste aree. Ci riferiamo ai mercati emergenti. Si nota una particolare ciclicità negli investimenti che interessa questi paesi. Dai dati pubblicati nelle tabelle presenti in allegato, ciò appare piuttosto evidente.

Carry trade in Sud America?
Nel corso dell’ultima settimana miliardi di euro (e dollari) si sono spostati in Sud America, favorendo la crescita dei corsi azionari. Alcuni operatori parlano di carry trade, cioè quella strategia che consiste nel prendere a prestito capitali in una determinata valuta, a tassi molto bassi, per poi investirli nei mercati finanziari. Ora, normalmente queste operazioni sono effettuate indebitandosi in valuta forte e investendo in titoli di debito con buon merito di credito, al fine di ridurre al minimo i rischi e ragionare su profitti (quasi) certi. In questo periodo tutte le principali valute vivono su tassi d’interesse esigui, quindi conviene indebitarsi. La questione è dove investire questa moneta, visto che i titoli di Stato dei maggiori paesi offrono rendimenti non molto attraenti, se non nel lungo periodo. Ecco la novità: si posizionano questi soldi sulle borse dei paesi in via di sviluppo. Ma su quale orizzonte temporale? Brevissimo. Così da una settimana all’altra vediamo la Turchia guadagnare il 10% e di colpo perdere il 7%. Il denaro circola rapidamente, lo si sa, ma non si era mai visto niente di simile. Allora, se di carry trade si tratta, ci troviamo di fronte ad una versione sino ad ora sconosciuta (valute deboli e alto rischio). Il risultato però, sia chiaro, è un mercato governato dalla speculazione. Nulla più.

Turchia a picco. Salgono oro e corporate
I fondi, che sono investitori istituzionali, sono più vittime che artefici di questa situazione. Difficile per Frank Joachim, uno dei tre gestori di Hsbc Gif Turkey Equity, far meglio del -7,5% incassato in una settimana, dopo una corsa che l’ha portato a guadagnare oltre l’80% dall’inizio dell’anno. Doveva liquidare parte dei titoli, così come ha fatto Manfred Zourek, il collega gestore del fondo Espa Stock Istambul che ha un buon 25% del portafoglio investito tranquillamente in valuta nostrana. E’ però vero che quest’ultimo comparto sta guadagnando nel 2009 il 67%, quindi la liquidità si è rivelata più che altro una zavorra. I dati positivi, oltreché dall’America Latina, arrivano dai metalli preziosi, in particolare l’oro. Al vertice della classifica settimanale troviamo infatti il World Gold Expertise di Lombard Odier. Il fondo gestito da Aurèle Storno veniva da una perdita del 12,53%, incassata dal 14 al 29 ottobre. Bene, in una settimana ha guadagnato altrettanto. Del resto le materie prime sono il principale ambito di sfogo della speculazione, non è una novità. Unico obbligazionario tra i migliori fondi della settimana è lo European High Yield Bond di Aberdeen. Questo comparto continua la propria crescita ininterrottamente dall’inizio dell’anno e dalla fine di marzo a oggi ha messo a segno una performance del 133,5%. Anche qui ci troviamo di fronte a risultati mai visti prima della crisi economica di cui si sentono ancora gli effetti.

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