State Street GA: servono più donne nei cda

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Chiara Merico di Chiara Merico 8 Marzo 2017 | 09:08
Secondo uno studio di MSCI, le aziende con una forte leadership femminile hanno generato un ROE del 10,1% annuo contro il 7,4% di quelle prive di una consistente presenza femminile ai vertici societari.

AUMENTARE IL NUMERO DI DONNE IN CDA – In occasione della giornata internazionale della donna, State Street Global Advisors, la divisione di asset management di State Street Corporation, invita le oltre 3.500 società in cui detiene partecipazioni per conto dei propri clienti – per una capitalizzazione di mercato pari a oltre 30 mila miliardi di dollari – ad adottare misure finalizzate ad aumentare il numero di donne nei loro consigli di amministrazione. Per celebrare questo sforzo e il potere della leadership femminile, SSGA ha collocato una statua di una ragazza che simboleggia il futuro, a Wall Street a New York.

PIU’ DONNE UGUALE MAGGIORE REDDITIVITA’ – “Crediamo che una buona corporate governance sia funzionale a una leadership forte, efficace e indipendente all’interno dei consigli di amministrazione”, ha detto Ron O’Hanley, presidente e chief executive officer di SSGA. “Un fattore chiave per una leadership efficace e indipendente è la diversity di pensiero, che richiede amministratori con diverse competenze, formazione ed esperienza professionale. Oggi chiediamo alle aziende di adottare misure concrete per aumentare la diversità di genere nei loro consigli di amministrazione e abbiamo pubblicato delle linee guida per sostenere queste politiche”. Secondo uno studio di MSCI, le aziende con una forte leadership femminile hanno generato un ROE del 10,1% annuo contro il 7,4% di quelle prive di una consistente presenza femminile ai vertici societari, con un aumento del 36,4% del ROE medio. Inoltre, secondo il rapporto 2015 McKinsey Global Institute, l’evoluzione verso uno scenario in cui donne e uomini partecipano in modo paritetico all’economia dovrebbe portare fino a 28.000 miliardi di dollari (pari a un ulteriore 26%) al PIL mondiale annuo entro il 2025, rispetto al contesto di mercato attuale3. Nonostante questo, anche se ci sono stati alcuni progressi nella direzione dell’inclusione delle donne nei consigli di amministrazione, una su quattro delle aziende dell’indice Russell 3000 non ha nemmeno una donna nel board, e quasi il 60% ha meno del 15% del board composto da consiglieri donne.

 

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