Class action contro Poste Vita e Ina

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Avatar di Redazione 12 Gennaio 2010 | 15:15
Le associazioni a tutela dei consumatori promuovono una causa collettiva contro la compagnia che ha rinunciato al diritto di prescrizione delle polizze dormienti sottoscritte da titolari defunti, ed è quindi obbligata a restituire gli importi alle famiglie.

Il Ministero dell’Economia ha acquisito alcune decine di milioni di euro sui conti e sulle polizze dormienti. La prescrizione prevista per legge è di due anni per la polizze e 10 per i conti dormienti.

Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori stanno promuovendo una casa contro Poste Vita perché la società, come specificato da contratto, ha rinunciato al diritto di prescrizione ed è tenuta a corrispondere il capitale in caso di morte purché la richiesta sia inoltrata entro il termine di 10 anni.
Nei confronti di Poste Vita e Ina esistono quindi i presupposti perché le famiglie possano recuperare gli importi delle polizze dormienti trasferiti al Ministero dell’Economia.

Inizialmente Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori si erano rivolte al ministro Giulio Tremonti, ma la loro istanza non ha prodotto alcun risultato. In seguito le associazioni si sono appellate al sottosegretario Saglia affinché presentasse un emendamento relativo alle polizze dormienti sottoscritte da titolari defunti da inserire nel Milleproroghe, ma anche questa azione non ha prodotto risultati.

In ultima istanza ora le associazioni lanciano un appello a tutte le famiglie italiane affinchè aderiscano all’iniziativa promuovendo una causa collettiva contro le compagnie, per recuperare importi che oscillano dai 5 ai 15mila euro.

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