Fondi comuni – M&G sfonda il miliardo con i bond

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di Matteo Chiamenti 22 Gennaio 2010 | 12:50
M&G European Corporate Bond Fund ha raggiunto un patrimonio gestito di oltre 1 miliardo di euro*, avendo registrato una forte raccolta nell’ultimo anno grazie all’eccellente performance ottenuta dal gestore Stefan Isaacs.

Il fondo ha realizzato rendimenti ben al di sopra del proprio gruppo di riferimento, il settore Morningstar Fixed Income EUR-Corporate. Il fondo ha una performance da primo quartile ad uno, tre, cinque anni e dall’inizio della gestione di Isaacs. Dal lancio il 13 gennaio 2003, si classifica secondo nel proprio settore. 

Iniziata il 30 marzo 2007, la gestione del fondo M&G European Corporate Bond da parte di Stefan Isaacs ha visto alcuni degli eventi più drammatici nella storia dei mercati obbligazionari. Isaacs ha usato la propria expertise per portare il fondo in cima alle classifiche di settore, grazie a quattro azioni fondamentali che hanno minimizzato l’impatto della crisi finanziaria sulla performance.

 

1. Nell’estate del 2007, Isaacs si aspettava che i tassi d’interesse sarebbero
caduti in risposta all’emergere della crisi dei mutui sub-prime, e ha velocemente
aumentato la duration del fondo da una posizione di sottopeso duration di -0,7 anni
ad una posizione lunga di 0,5 anni. Questo significava che il valore del fondo era
più sensibile alle variazioni dei tassi d’interesse, permettendo di trarre
vantaggio dalla previsione di una diminuzione dei rendimenti delle obbligazioni
governative, in quanto il gestore riteneva probabile un immediato intervento
correttivo da parte delle banche centrali per sostenere l’economia.
All’esplodere della crisi del credito, la duration lunga del fondo ha aiutato a
sostenere la performance, visto che i rendimenti sono scesi nella seconda metà del
2007 e nel 2008.

 

 

Isaacs ha mantenuto una duration lunga per tutto il 2008 e, nonostante i rendimenti
siano cresciuti all’inizio dell’estate del 2008 per il timore dell’inflazione,
questa posizione ha portato un valore significativo nella seconda metà del 2008.
Questo perché le obbligazioni governative hanno avuto un forte rally a partire
dall’estate, quando le banche centrali hanno tagliato i tassi d’interesse.

 

2. Sempre nel 2007, Isaacs era preoccupato per la sottovalutazione da parte del
mercato del rischio insito in molti titoli finanziari, specialmente nei bond
bancari, e conseguentemente ha ridotto il rischio del credito, aumentando il rating
medio del credito nel fondo. Questo ha riguardato una rilevante posizione
underweight sui titoli finanziari, soprattutto sui bond bancari subordinati, che ha
contenuto l’urto delle seguenti turbolenze del settore finanziario e sostenuto i
rendimenti del fondo.

 

3. Isaacs ha mantenuto queste posizioni dagli ultimi mesi del 2007 fino alla fine
della tempesta finanziaria all’inizio del 2009 quando, preoccupato che i prezzi
dei titoli di Stato avrebbero sofferto per le notevoli quantità di emissioni
pianificate, ha spostato il fondo su una duration moderatamente più breve. I
governi di tutto il mondo hanno annunciato massicci piani di stimolo per sostenere
le rispettive economie, portando ad una valanga di nuove emissioni di obbligazioni
governative. Quando governi e banche centrali cominceranno a ridurre le drastiche
misure, che hanno finora adottato per sostenere l’economia, è probabile che i
rendimenti delle obbligazioni governative aumenteranno a causa della domanda
insufficiente a far fronte alla crescente offerta.

 

4. Quando i prezzi dei corporate bond sono scesi in maniera drastica all’inizio
del 2009, Isaacs ha gradualmente aumentato il tasso di rischio del fondo –
scegliendo tra la vastissima offerta di nuove emissioni non finanziarie, che hanno
notevolmente sovraperformato. Più avanti nel 2009 è passato a selezionare anche
tra le obbligazioni bancarie, nella convinzione che le obbligazioni emesse da alcune
grandi banche a livello internazionale offrano agli investitori una buona
opportunità d’investimento.

 

“Gli spread del credito potrebbero continuare a restringersi. L’asset class offre ancora prezzi vantaggiosi su base storica e sta premiando gli investitori con buoni rendimenti rispetto all’investimento in liquidità. Anche se il contesto economico rimane problematico, sono positivo sul mercato dei corporate bond e mi aspetto di vedere ricavi, sebbene più modesti, anche nel 2010”, commenta Stefan
Isaacs. 

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