Symphonia sgr, in rampa di lancio due Pir

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di Francesca Vercesi 13 Marzo 2017 | 15:04
il Symphonia Azionario Small Cap Italia, sempre stato Pir compliant, ora deve creare un’apposita classe Pir ed è nel processo autorizzativo. Accanto a questo, dalle ceneri del comparto Symphonia Tematico, arriva sul mercato anche il Symphonia Patrimonio Italia Risparmio.

IL LANCIO -Dal 18 aprile Symphonia sgr mette sul mercato due Pir. Si tratta di piani individuali di risparmio a lungo termine per cui l’investitore dovrà versare per almeno cinque anni un importo, per ciascun anno solare, non superiore a 30mila euro e complessivamente non superiore a 150mila euro. Sono strumenti dove il vincolo riguarda la tipologia di investimento che deve concentrarsi sulle piccole e medie imprese italiane. Ed ecco che il fondo Symphonia Azionario Small Cap Italia, che ha più di dieci anni di storia e un ottimo track record, si trova in una posizione di vantaggio. Il comparto è sempre stato Pir compliant ma ora deve creare un’apposita classe Pir ed è nel processo autorizzativo. Accanto a questo, dalle ceneri del comparto Symphonia Tematico, arriva sul mercato anche il Symphonia Patrimonio Italia Risparmio.

LE CARATTERISTICHE – Il primo Symphonia Azionario Small Cap Italia sarà un Pir azionario al 100% ed è uno dei pochi fondi davvero aperti alle pmi italiane. È gestito da Guido Crivellaro e Samantha Melchiorri, ha cinque stelle di rating Morningstar, una volatilità contenuta rispetto alla media di mercato e un rendimento di oltre il 10% da inizio anno. Il Symphonia Patrimonio Italia Risparmio è invece un fondo flessibile dove il 30% è investito in azioni e il 70% in strumenti obbligazionari, perlopiù emissioni corporate di società italiane. Il fondo ha un obiettivo di volatilità del 4-5% e si rivolge ai risparmiatori che preferiscono un investimento più bilanciato. Chi ha lanciato i Pir sta raccogliendo parecchio e Symphonia sgr si dice ottimista su questo fronte. Basti pensare che in Inghilterra, dagli anni ’90 a oggi, lo strumento Pir ha raggiunto i 500 miliardi mentre in Francia 120 mld. È uno strumento che può essere assimilato a una polizza, all’ambito della previdenza complementare. Un motivo valido per non aderire a un Pir è la poca fiducia nel sistema Italia. Per il resto i vantaggi non mancano, A capo di tutto, va detto, è fidarsi del gestore.

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