Survey Fidelity: le grandi aziende tornano a crederci

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di Chiara Merico 14 Marzo 2017 | 11:29
Lo rivela l’indagine annuale di Fidelity: il dato è migliorato sensibilmente rispetto al 2016, quando era stato registrato un calo della fiducia a livello globale rispetto all’anno precedente.

FIDUCIA IN CRESCITA – Corre la fiducia del management delle aziende più grandi a livello globale. Secondo la Analyst Survey 2017 di Fidelity International, la fiducia dei management delle società più grandi a livello globale ha toccato il livello massimo dal 2014, invertendo la tendenza negativa dello scorso anno per attestarsi in territorio positivo nel 2017. L’indagine 2017, che raccoglie le opinioni di 146 analisti azionari e obbligazionari formulate nel corso di circa 17mila incontri con il management delle società analizzate, ha rilevato che la fiducia delle aziende è migliorata sensibilmente rispetto al 2016, quando era stato registrato un calo della fiducia a livello globale rispetto all’anno precedente. L’Indicatore del sentiment globale di Fidelity, basato su diverse componenti, è anch’esso tornato nettamente in fase di “surriscaldamento”.

TORNANO LE FORZE CICLICHE – Con la ricomparsa di forze cicliche, evidenti in tutte le regioni e in tutti i settori, secondo la ricerca i ceo considerano ora la crescita generata dalla domanda come il principale fattore trainante degli utili delle rispettive imprese, mentre lo scorso anno il parametro di punta era la riduzione dei costi. Questa accelerazione ciclica globale fa segnare un netto cambiamento rispetto al 2016, spingendol’indicatore del sentiment di Fidelity in territorio positivo in tutte le regioni, a dimostrazione del fatto che le condizioni delle imprese si stanno rafforzando ovunque. Il miglioramento più significativo si è registrato in Europa Orientale, Medio Oriente, Africa e America Latina (EEMEA/AmLat), dove il punteggio è salito da 2,7 a 6,4. In Cina, l’indicatore è cresciuto fino ai livelli del 2014. Di particolare interesse appare inoltre il cambiamento del sentiment nei settori della cosiddetta “old economy”, che lo scorso anno aveva conseguito un risultato deludente, soprattutto nel settore dell’energia e in quello dei materiali. Quasi tutti gli analisti in questi settori avevano riferito un deterioramento dei principali indicatori aziendali nel 2016, mentre oggi appaiono ottimisti per il 2017.

FONDAMENTALI IN MIGLIORAMENTO – Martin Dropkin, direttore della ricerca obbligazionaria in Fidelity International, ha commentato: “Quando abbiamo scritto il nostro rapporto, lo scorso anno, eravamo ragionevolmente fiduciosi nel fatto che l’economia mondiale avrebbe evitato il rischio della recessione. I mercati erano turbolenti, i titoli energetici e finanziari continuavano a scendere e i timori per la Cina crescevano. Dalla nostra ultima indagine, al contrario, i cambiamenti politici che sono intercorsi hanno impresso una nuova direzione a livello globale. Il crollo delle quotazioni petrolifere appartiene ormai al passato, i settori e le regioni sensibili al prezzo del greggio stanno quindi recuperando terreno in maniera rilevante rispetto ai minimi dello scorso anno. Questo rimbalzo, unito a segnali evidenti di crescita della domanda, seppur modesta, e persistente innovazione trasversale ai settori, sta incoraggiando un aumento degli investimenti e dell’attività, che si rispecchia anche in un rafforzamento dei dati macroeconomici. Di conseguenza, i fondamentali societari sembrano essere in una fase di miglioramento generalizzata, in tutte le regioni e in tutti i settori”.

 

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