NN Investment Partners: il voto olandese non spaventa i mercati

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Secondo l’analisi è improbabile che il partito populista di Geert Wilders possa ottenere la maggioranza nella Seconda Camera. Il suo partito probabilmente non diventerà neanche parte del nuovo gabinetto olandese,

Chiara Merico di Chiara Merico15 marzo 2017 | 10:17

APPUNTAMENTO AL VOTO – Si tengono oggi in Olanda le elezioni generali di 150 membri della Camera dei Rappresentanti (la “seconda camera”). Saranno le prime di tre (probabilmente quattro se anche l’Italia dovesse decidere di andare al voto anticipato quest’anno) nell’Unione Europea, seguite da quelle francesi (ad aprile/maggio) e da quelle in Germania (a settembre), spiega una nota di NN Investment Partners. Poiché il partito nazionalista olandese e anti-euro di Geert Wilders – il Partito per la Libertà (PVV) – è in testa nei sondaggi e potrebbe diventare il singolo partito con più seggi nella Seconda Camera olandese, molte persone temono che l’esito di queste elezioni possa rafforzare ulteriormente l’ondata di populismo e protezionismo che si sta diffondendo a livello globale. Ciò inoltre, siccome il primo round delle elezioni francesi si terrà poco più di un mese dopo, potrebbe rafforzare la popolarità della sua simpatizzante francese Marine Le Pen del Fronte Nazionale, e ciò metterebbe ancora più benzina sul fuoco del crescente populismo anti UE.

DEBOLE RISCHIO DI NEXIT – Il rischio politico in Europa si traduce sostanzialmente nel rischio che partiti populisti come il PVV di Wilders o il Fronte Nazionale di Le Pen indicano e vincano un referendum sulla permanenza nell’Unione Europea o sull’abbandono dell’euro. Entrambi i partiti hanno richiesto referendum di questo genere. Tuttavia è molto improbabile che Wilders possa ottenere la maggioranza nella Seconda Camera. Il suo partito probabilmente non diventerà neanche parte del nuovo gabinetto olandese, in quanto altri leader politici come l’attuale primo ministro e leader del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, Mark Rutte, hanno già escluso l’ipotesi di formare un governo con loro. E’ improbabile pertanto che a breve venga indetto in Olanda un referendum sulla “Nexit”. Una posizione molto più forte del PVV potrebbe portare un tale referendum più vicino, ma si tratterebbe di una lunga battaglia politica, che coinvolgerebbe entrambe le Camere del Parlamento. Attualmente, un referendum consultivo è possibile solo su misure legislative approvate ma non ancora esecutive. Ciò esclude ovviamente la questione dell’appartenenza dell’Olanda all’UE. Un referendum consultivo al riguardo avrebbe bisogno di una maggioranza assoluta in entrambe le Camere del Parlamento.

OCCHI PUNTATI SULLA FRANCIA –  A nostro avviso, preosegue la nota,  le elezioni olandesi non avranno un impatto significativo sui mercati finanziari, a prescindere dal risultato. Tuttavia giocano comunque un ruolo all’interno di un quadro più ampio caratterizzato da un crescente populismo anti-UE, in vista delle elezioni che seguiranno in Francia, Germania e in Italia. Qualora Le Pen dovesse vincere il secondo round delle elezioni francesi, questo esito avrebbe un impatto ben più grande sui mercati. Attualmente i sondaggi indicano che potrebbe vincere il primo turno, ma che avrebbe poche possibilità di vincere il secondo. Pertanto, una vittoria simile sarebbe un rischio di coda, ma come ci ha insegnato il 2016 i rischi più improbabili a volta si trasformano in realtà.


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