Neuberger Berman: cosa accadrà dopo il voto olandese?

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di Chiara Merico 16 Marzo 2017 | 10:56
Le elezioni olandesi, francesi e tedesche pongono il rischio che un’oscillazione negativa nel sentiment porti la ripresa fuori dai giusti binari.

 

 

SOLLIEVO DOPO IL VOTO – La decisione di larga parte dell’elettorato olandese di votare per Mark Rutte, leader del partito conservatore VVD, sarà salutata con un certo sollievo dai mercati, spiegano Jon Jonsson, senior portfolio manager Global Fixed Income strategies, e Andrew Wilmont, senior portfolio manager European High Yield strategies di Neuberger Berman. Guarderanno con favore alla notizia che il candidato antisistema Geert Wilders, leader del Partito per la libertà (PVV), non ha ricevuto tanti voti quanto qualcuno aveva ipotizzato. Prima delle elezioni, Rutte era testa a testa nei sondaggi con Wilders ma negli ultimi giorni si è portato avanti, sostenuto dalla situazione politica con la Turchia. Il sistema politico olandese è molto frammentato. Infatti, i partiti che hanno corso quest’anno alle elezioni sono stati 28. Di conseguenza, le elezioni olandesi danno sempre come esito un governo di coalizione. La maggior parte degli altri principali partiti politici ha escluso la possibilità di entrare in una coalizione con Wilders quindi, anche nel caso avesse ottenuto il maggior numero di voti, non era chiaro se Wilders sarebbe riuscito ad esercitare un potere reale. Al contrario, è più probabile che il suo relativo successo a queste elezioni sia visto in chiave simbolica. È anche importante ribadire che le elezioni olandesi non riguardavano la permanenza dell’Olanda all’interno dell’Unione Europea, nonostante Wilders avesse indicato che avrebbe proposto un referendum sull’UE in caso di sua vittoria.

OCCHI PUNTATI SULLA FRANCIA – Dal punto di vista del mercato, molti investitori osserveranno nervosamente il primo turno delle elezioni francesi in aprile, sperando che siano anch’esse relativamente positive. Infatti, è probabile che i titoli di Stato europei e gli asset rischiosi siano un po’ agitati nel corso del prossimo mese. Anche le valute potrebbero risentire della volatilità, almeno nel breve termine. Più in generale, negli ultimi mesi l’Europa ha goduto di una fragile ripresa ma è molto sensibile agli shock. Con tassi di interesse bassi, una divisa sottovalutata ed un graduale rialzo della fiducia dei consumatori e delle imprese ci sono tutti gli ingredienti giusti perché la crescita continui. Tuttavia, le elezioni olandesi, francesi e tedesche pongono il rischio che un’oscillazione negativa nel sentiment porti la ripresa fuori dai giusti binari.

 

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