Fondi pensione verso una gestione “attiva”

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Avatar di Redazione 5 Marzo 2010 | 11:00
La ricerca eseguita da bfinance mostra come, nel 2009, le commissioni siano state più basse nella maggior parte delle asset class. Per quest’anno sono previste ulteriori riduzioni.

Congiuntamente all’analogo studio sugli hedge fund, la società di consulenza indipendente bfinance ha presentato i risultati della sua seconda ricerca globale incentrata sui fondi pensione e finalizzata ad individuare i trend e le aspettative in merito alle fees di 14 asset class e strategie.
La ricerca è stata condotta tra dicembre 2009 e gennaio 2010, e le domande sono state inviate a un campione di 48 società: il 70% con sede in Europa, il restante 30% in Nord America (Canada).
Dai dati raccolti è emerso che, a seguito della crisi, i fondi pensione evidenziano una tendenza verso commissioni più basse nonostante dichiarino un rapporto qualità/prezzo migliore in tutte le asset class rispetto a un anno fa. Il 28% dei fondi pensione dichiara management fees più basse rispetto al 3% che dichiara fees più elevate ed il 69% che non registra alcuna variazione.
Il 19% degli intervistati, inoltre, evidenzia che le loro performance fees sono più basse mentre soltanto il 2% degli intervistati dichiara che sono più elevate. Il 79% infine non registra alcuna variazione.

Il 40% dei fondi pensione prevedono management fees più basse per il 2010. Il 25% prevede invece una diminuzione delle performance fees.
Il 23% dei fondi pensioni intende aumentare la propria allocazione nei confronti di gestori attivi per mandati equity, il 19% esprime una preferenza per strategie passive, mentre il 58% non prevede alcun cambiamento. I numeri sono in contrasto rispetto all’anno precedente quando il 9% dei fondi pensioni aveva optato per mandati equity più attivi, il 28% più passivi ed il 63% non aveva registrato alcun cambiamento nella propria strategia a seguito della crisi.
La ricerca ha anche sondato la disponibilità da parte degli investitori di accettare un lock up in cambio di commissioni di gestione più basse. Quasi la metà (44%) non sono pronti a accettare un lock up in cambio di fees più basse. Del 56% che è disposto a farlo, il 26% è pronto ad accettare un lock up di un anno, il 12% di due anni e il 18% di tre anni. I risultati dimostrano l’importanza della liquidità e della possibilità di ritirare il capitale in tempi brevi.

David Vafai, CEO di bfinance ha commentato: “Mentre ci sono ancora molte reticenze e preoccupazioni sul fronte delle fees, non è una sorpresa che i fondi pensione siano più soddisfatti del rapporto qualità/prezzo offerto dai loro gestori rispetto a un anno fà durante il picco della crisi quando abbiamo condotto la nostra precedente ricerca. Detto questo, le fees sono scese e, verosimilmente, questo sarà un argomento cruciale anche per il 2010”, afferma.
“Gli intervistati evidenziano una propensione verso la gestione attiva”, continua, “in linea con la crescita esponenziale delle attività di selezione di gestori terzi svolta da bfinance. Gli investitori sono disposti a pagare le fees ai gestori fin tanto che registrano una performance”, conclude, “quindi non si tratta solo di fees, ma la performance è cruciale e per questo è fondamentale selezionare il gestore più appropriato”.

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