Effetto Grecia sulle emissioni. Tutti i Paesi battono cassa

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di Redazione 1 Aprile 2010 | 09:30
Si susseguono le triple A: quella più allettante è Bank Nederlandse che rende il 6,18%

di Paolo Brambilla

Settimana densa di nuove emissioni, questa. Anche i titoli governativi dei Paesi emergenti hanno trovato uno spiraglio favorevole nel successo della nuova emissione della Repubblica Ellenica.
Si saranno detti “se prestano ancora i soldi a questa nazione scombinata, allora li possono prestare anche a noi”. E così si stanno comportando molte società private con le loro nuove emissioni. Qualche commentatore ha fatto presente che questa pioggia di prestiti malsicuri può danneggiare l’intero mercato. Così la penso anch’io, e vi raccomando ancor più prudenza del solito. L’Argentina, ad esempio, dopo tre anni di purgatorio, ha visto il lancio sul mercato internazionale di corporate bonds di società locali, anche di buona qualità, allo scopo di contribuire ad aiutare la ripresa economica del proprio Paese. Auguri, certamente, ma aspettiamo un po’ a comprarli. Bene si sta comportando il mercato negli Stati Uniti: secondo Moody’s il tasso di default dei prestiti più speculativi calerà dal 12,7% del febbraio 2010 al 3% nel febbraio 2011. Il trend positivo sembra abbia contagiato anche l’Europa: Repubblica Ceca, Bulgaria, Estonia, Lituania, Ungheria e Slovacchia hanno molto migliorato le proprie economie e la European Bank for Reconstruction and Development ha aumentato mediamente la stima di crescita delle nazioni in cui investe dal 2,5% al 3,3%.
Le emissioni della Repubblica Ceca, ad esempio, ottengono un rating A1 da Moody’s e A da Standard and Poor’s, come Slovacchia e Malta. La Romania è riuscita a piazzare in marzo un mega-prestito da un miliardo di euro, e anche la Croazia ha ottenuto la fiducia degli investitori. Ricordiamoci che a fronte di debiti pubblici rilevanti come quello di Italia (117% del Pil) e Grecia (125% del Pil) la Repubblica Ceca, ad esempio, si attesta intorno al 41%, molto meglio anche di Germania che dal 76,7% del Pil si sta rapidamente portando a oltre il 79% nel 2011. Paesi giudicati molto solidi come USA, Francia, Germania e Inghilterra, pur ricevendo ancora dalle agenzie di rating il punteggio più alto, la tripla A, stanno correndo il rischio di non vedersela più rinnovare quest’anno.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
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