Melman (Edmond de Rothschild Am): “Positivi sull’equity ma attenti ai rischi politici”

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di Chiara Merico 21 Marzo 2017 | 08:31
ll responsabile dell’asset allocation e del sovereign debt ritiene che l’attuale entusiasmo sui mercati non abbia scontato a sufficienza il rischio politico.

Il 2017 si è aperto con il segno più per i mercati azionari, ma permangono rischi legati soprattutto al contesto politico. Bluerating.com ha analizzato il contesto di mercato con Benjamin Melman (nella foto), head of asset allocation and sovereign debt di Edmond de Rothschild Asset Management

Quali scelte di asset allocation intendete operare nei prossimi mesi?

Siamo ancora strutturalmente rialzisti sui mercati azionari, ma restiamo cauti su alcune posizioni, perché riteniamo che l’attuale entusiasmo sui mercati non abbia scontato a sufficienza il rischio politico, e il ritardo da parte della nuova amministrazione nell’introdurre misure. Di recente le azioni sono cresciute grazie a una diminuita avversione al rischio, piuttosto che a causa del tema della reflazione. I nostri indicatori dell’avversione al rischio hanno raggiunto il livello minimo, per questo è il caso di essere leggermente più cauti. Siamo sostanzialmente convinti che i mercati azionari avranno un andamento positivo nel 2017, ma d’altra parte permangono fattori tecnici, economici e politici in grado di reiniettare sul mercato una piccola dose di volatilità, che porterebbe con sé comunque ulteriori opportunità.

Quali asset class preferite nell’attuale contesto di mercato e quali invece sono le più svantaggiate?

I mercati azionari hanno realizzato ulteriori guadagni a causa di un continuo miglioramento delle condizioni economiche. Gli studi sulle principali zone suggeriscono tutti che il ciclo sta guadagnando energia, mentre i risultati del quarto trimestre parlano di una ripresa nelle fasi iniziali. Dato l’umore euforico sui mercati, pensiamo sia il momento di ridurre temporaneamente l’esposizione all’equity, non per adottare un approccio difensivo ma per muoverci verso un profilo più bilanciato. Per quanto riguarda il mercato dei bond, sovrappesiamo le obbligazioni finanziarie rispetto all’high yield. Prima di tutto, i bond subordinati offrono già rendimenti molto interessanti, e i bond finanziari stanno inoltre incontrando un ambiente più favorevole. Le nuove regole hanno considerevolmente ridotto il profilo di rischio del settore, e la curva dei rendimenti, che si sta irripidendo, sta rinforzando la sua profittabilità. I bond finanziari sono inoltre avvantaggiati perché, a differenza degli high yield, sono generalmente poco presenti nei portafogli degli investitori.

 

Quali eventi potranno determinare uno shock sui mercati nei prossimi mesi?

L’orizzonte economico al momento è più chiaro, ma il 2017 sarà un anno caratterizzato da importanti appuntamenti elettorali. Nelle prossime settimane ci attendiamo diversi episodi di turbolenza sui mercati, dovuti al calendario politico. Tra aprile e maggio la Francia andrà al voto per eleggere un nuovo presidente, e le elezioni legislative avranno luogo a giugno. La Germaia seguirà in autunno e l’Italia potrebbe andare alle urne, se non quest’anno, il prossimo. Inoltre, la Grecia rischia di tornare in prima linea: la ripresa dei colloqui tra Atene, l’Eurozona e il Fondo monetario internazionale potrà portare a un alleggerimento del debito. Inoltre, il primo ministro britannico Theresa May ha fatto sapere che prima della fine del mese di marzo (il 19, ndr) darà il via alla procedura prevista dall’articolo 50 del Trattato di Lisbona per l’uscita del Regno Unito dall’Ue. Negli Stati Uniti, invece, le parole di Trump sull’intenzione di tenere insieme la nazione, pronunciate nel discorso al Congresso di fine febbraio, hanno rassicurato i mercati anche se il presidente ha rimandato la diffusione di dettagli sulle sue future riforme fiscali.

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