Ethenea: improbabile l’ipotesi di un’Italexit

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Chiara Merico di Chiara Merico 22 Marzo 2017 | 10:28
I rischi politici legati alle elezioni in Francia e in Italia sono sopravvalutati: i veri rischi in Europa restano di natura economica.

RISCHI POLITICI SOPRAVVALUTATI – I rischi politici legati alle elezioni in Francia e in Italia sono sopravvalutati: i veri rischi in Europa restano di natura economica e sono legati alla fragilità economica e all’eterogeneità degli Stati soggetti a un’unica valuta e a un unico tasso d’interesse. E’ questa l’analisi di Yves Longchamp, head of research di Ethenea Independent Investors (Schweiz) AG. Donald Trump è un presidente potente, che può realmente riformare gli Stati Uniti e rappresenta quindi un vero rischio politico. Riteniamo invece che in Francia e in Italia i rischi politici legati alle elezioni siano sopravvalutati. Il principale rischio in Europa rimane la combinazione di fragilità economica ed eterogeneità degli Stati membri soggetti a un’unica valuta e a un unico tasso d’interesse. Il vecchio processo di adeguamento adottato prima della creazione dell’euro, che si serviva essenzialmente di movimenti valutari, non esiste più. Ciò che resta, è una svalutazione interna attraverso i differenziali di inflazione (inclusa la deflazioni in alcuni paesi). Crediamo pertanto che il principale rischio in Europa sia di natura economica piuttosto che politica. Un rallentamento o una recessione prolungati, farebbero nuovamente riemergere differenze in termini di produttività ed elevato debito pubblico. Al momento gli indicatori economici dell’Eurozona continuano a essere complessivamente incoraggianti, facendo passare in secondo piano il problema della sopravvivenza dell’Unione.

USCITE IMPROBABILI – Sul piano politico, va ricordato che l’Italia ha un sistema bi­camerale perfetto e un panorama politico molto frammentato, dove è altamente improbabile che si formi una coalizione sufficientemente ampia da assumere il potere in entrambe le camere e dare avvio all’Italexit, sebbene soltanto il 53% della popolazione si dichiari a favore della moneta unica. Analogamente, in Francia, dove secondo i più recenti dati dell’Eurobarometro circa due terzi della popolazione sono a favore dell’euro, le elezioni passate hanno mostrato che al secondo turno gli elettori non appartenenti al Front National tendono a votare in blocco per l’altro candidato. Anche in questo caso, quindi, è improbabile che il Paese possa lasciare l’Europa per sua scelta, conclude Longchamp.

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