I fondi sovrani “snobbano” il settore finanziario

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Avatar di Marcella Persola 17 Maggio 2010 | 12:30
Dallo studio condotto da Fondazione Eni Enrico Mattei e Monitor Group emerge una netta ripresa degli investimenti. Il valore delle operazioni ha raggiunto un totale di 68,8 miliardi di dollari. E la preferenza è andata ai…

La Fondazione Eni Enrico Mattei e Monitor Group hanno presentato quest’oggi il secondo rapporto annuale sui fondi sovrani (SWF) che analizza l’attività di investimento di questi fondi nell’anno appena trascorso.

Dallo studio emerge che durante la seconda metà del 2009 si è evidenziata una netta ripresa degli investimenti. Il terzo e il quarto trimestre contano per l’85% del totale delle 113 operazioni fatte dai SWF durante tutto l’arco dell’anno, riportando un valore di circa 59 miliardi di dollari su un totale di 68,8 miliardi di dollari.

Durante l’anno 2009, i fondi sovrani hanno completato 113 acquisizioni, per un controvalore di 68,8 miliardi di dollari. Questo rappresenta una brusca interruzione del trend di crescita degli investimenti che sono il 40% più bassi rispetto al 2008, sia in termini di numero che di valore.

 

Nel 2009 i fondi sovrani hanno ridimensionato notevolmente il loro interesse verso il settore finanziario, registrando soltanto 28 operazioni per un valore di 10,2 miliardi di dollari; valori decisamente diversi rispetto a quelli dell’anno 2008 con le sue 49 operazioni per un controvalore di 81,7 miliardi di dollari. Anche nel settore immobiliare i SWF sono stati piuttosto conservativi, con un’attività calata della metà rispetto all’anno precedente. L’attività si è concentrata su nuovi settori, in particolare quello energetico, delle risorse naturali e della tecnologia. Un modello di investimento che ritroviamo solo se andiamo indietro nel tempo (a prima del 2005), ora tuttavia giustificato dalle contingenti realtà economiche.

 

Sulla scia del 2008 e nonostante la crisi finanziaria, continua invece la spiccata preferenza dei SWF per i mercati europei in termini di ammontare investito. Le acquisizioni fatte in Europa pesano sull’intero portafoglio delle transazioni per il 42,5 percento del totale (29,2 miliardi di dollari), corrispondente tuttavia a circa un terzo del valore investito nella stessa area nel 2008. I SWF nel 2009 hanno però allargato le loro vedute e hanno diversificato in zone quali America Latina, Africa Sub-Sahariana e in Asia Centrale raddoppiando gli investimenti e portandoli a 3 miliardi di dollari.

 

Il mercato asiatico si è dimostrato ancora una volta particolarmente attraente per i SWF, registrando il più alto numero di transazioni (32) nel 2009. L’Europa risulta invece seconda per popolarità con 29 operazioni. I fondi MENA superano quelli del Nord America in termini di volumi investiti, con 21 acquisizioni contro le 19 nord americane, molto delle quali avvenute negli ultimi tre mesi dell’anno.

 

I fondi più attivi sul mercato nell’anno 2009 sono stati il fondo cinese China Investment Corporation e il fondo Government of Singapore Investment Corporation, con 17 e 18 acquisizioni rispettivamente. Il fondo Qatar Investment Authority è invece al primo posto in termini di spesa, con 14 operazioni e un controvalore di oltre 32 miliardi di dollari, quasi la metà del totale investito dai SWF nel 2009.

 

 

 

 

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