Fondi comuni – Invesco, attenti alla volatilità

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di Matteo Chiamenti 20 Maggio 2010 | 10:00
Paul Read, gestore di Invesco Euro Corporate Bond Fund, in un’intervista analizza l’andamento del fondo nel corso del 2010 e illustra l’attuale strategia d’investimento considerazione della recente crisi finanziaria Greca.

D: Paul, finora com’è stata la performance del Fondo quest’anno?
R: Abbiamo iniziato l’anno piuttosto bene. Il mercato va bene. Credo che abbiamo realizzato un po’ più del 4.5%, contro la media del settore che si assesta poco sopra il 3. Una performance di tutto rispetto sia in termini assoluti che relativi. Direi che è andata oltre le nostre aspettative. Un elemento di volatilità proviene dai mercati obbligazionari del governo greco e forse da altri mercati di paesi periferici.

D: In generale che effetti hanno avuto le scelte del governo greco sui mercati di credito europei?
R: Quando la Grecia ha cominciato a diventare un problema serio per i mercati, verso la fine di gennaio, ha provocato un sensibile aumento del rischio e credo che se il problema della Grecia non sarà risolto adeguatamente, potrebbe creare grossi disagi a tutti i mercati. Nello specifico, per quanto riguarda il mercato europeo delle obbligazioni corporate, la Grecia è quasi irrilevante. Le obbligazioni corporate in Euro sono davvero pochissime. Anzi, nel nostro Fondo abbiamo una limitatissima posizione (inferiore all’1%) in una piccola azienda greca – un’azienda che, tra l’altro, ci piace. Quindi non è nello specifico un problema che tocca i mercati di obbligazioni corporate in Euro o il Fondo, ma ovviamente diventerà un grosso problema per i mercati globali se non si trova una soluzione per ciò che sta avvenendo in Grecia.

D: Come sono andati gli altri mercati per quanto riguarda i titoli di stato in Europa quest’anno?

R: In generale, i principali mercati di titoli di stato europei hanno dimostrato di essere in buona forma, con rendimenti un po’ in diminuzione nel corso dell’anno, anche se la performance è stata migliore delle nostre previsioni, considerata l’enorme quantità di emissioni che devono necessariamente essere fatte da quasi tutti gli emittenti statali. I rendimenti sono piuttosto bassi, per cui mi è difficile immaginare che ci possano essere ancora delle variazion significative.

D: Questo che conseguenze ha in termini di rendimento e rischio?

R: Questo significa che gran parte del mercato è pienamente valutato, e che molte obbligazioni corporate di alta qualità e rendimento, tipo blue-chip, si scambiano a percentuali che non superano di molto i 100 basis point, lasciandoci con rendite tra i 3 e i 4 punti in percentuale. La parte del mercato che rimane più attraente è quella del finaziario. E’ un’area dove si potrebbero avere rendimenti del 6, 7, 8 o anche 9%, per esempio su emissioni bancarie di Tier 1 e che continua a piacerci. Ci piacciono anche alcuni titoli high-yield, dove si può arrivare a rendimenti del 6, 7, 8%. Quindi da una parte ci sono settori del mercato che hanno ancora parecchio valore e sembrano ragionevolmente attraenti, dall’altra parte c’è una grossa fetta del mercato valutata correttamente. Si può quindi dire che esista una dicotomia nel mercato. 

D: Che strategia avete adottato quest’anno per il Fondo?
R: Finora, quest’anno ci siamo limitati alla strategia che abbiamo impiegato per gran parte dell’anno precedente. Una strategia Barbell. Abbiamo sempre tenuto un 12-15% del portfolio in asset molto liquidi, contanti o titoli del governo tedesco, assicurandoci così di avere una buona liquidità nel portfolio. Nella parte core del portafoglio abbiao molte obbligazioni corporate di alta qualità (investment grade), per lo più blue-chip; gran parte di queste emissioni sono nel range di rendimento del 3-4%. Nella parte redditizia del Barbell, ci siamo concentrati sui finanziari, in particolare nelle emissioni bancarie di Tier 1, impegnando al momento il 17% circa del portfolio e qualche high-yield. In realtà abbiamo guadagnato un po’ su alcune obbligazioni corporate high-yield, ma queste adesso sono calate, quindi la parte high-yield del portfolio è scesa in percentuale nel primo trimestre, anche se in sostanza la strategia è rimasta la stessa, perché finora ha dimostrato di essere efficace.

D: Che previsioni avete per il resto dell’anno?
R: Dobbiamo essere molto prudenti nel fare previsioni per il resto dell’anno. Abbiamo cominciato molto bene, meglio di quanto ci saremmo aspettati. Il mercato è in buona forma, tecnicamente e in sostanza; è ben sostenuto, e non mi preoccupa un tracollo del mercato. Tuttavia gl investitori devono comprendere che è necessario rivedere le proprie aspettative; devono rendersi conto che il rendimento totale del Fondo nel corso del prossimo anno o dei prossimi due anni potrà essere compreso tra il 3 e il 5%, in funzione del portafoglio. Non possiamo ripetere il tipo di performance che abbiamo avuto negli ultimi 12-18 mesi: è semplicemente impossibile. 

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