Ritorna la voglia di investire nel private equity

A
A
A
Avatar di Redazione 15 Giugno 2010 | 10:45
Malgrado questo crollo nei rendimenti, gli investitori non hanno perso fiducia nel private equity. Infatti la metà degli LP dispone di rendimenti del portafoglio di private equity del 10% o inferiori. Infatti uno studio di Coller Capital mostra…

Malgrado questo crollo nei rendimenti, gli investitori non hanno perso fiducia nel private equity. Infatti la metà degli LP dispone di rendimenti del portafoglio di private equity del 10% o inferiori.  Due quinti degli LP americani ridurrà il numero di gestori in portafoglio nei prossimi due anni. Gli LP prevedono grandi aumenti nell’esposizione all’area Asia-Pacifico; soprattutto gli investitori europei. Gli investitori pensano che i governi debbano evitare di creare o di investire in fondi di Venture Capital.

 

I Limited Partners (LP) si preparano a importanti cambiamenti nei propri portafogli di private equity, per affrontare le nuove realtà economiche e

i drastici cali nei ritorni dalla assett class del private equity, secondo l’ultimo Global Private Equity Barometer di Coller Capital. La percentuale di LP che ha realizzato un rendimento di portafoglio del 10% o inferiore da investimenti in private equity è balzata al 51% (dal

22% del 2008 e il 29% nel 2009). Tuttavia, il come e il dove gli LP si assumeranno impegni di private equity cambieranno rapidamente nei prossimi 2-3 anni:

 

Gli LP prevedono inoltre aumenti molto significativi della loro esposizione alla regione Asia-Pacifico nel breve termine. La proporzione degli LP europei

con oltre un decimo della loro esposizione al private equity nella regione Asia-Pacifico aumenterà  dal 16% di oggi al 38% entro tre anni. Tra gli LP del Nord America le percentuali saranno del 41% degli LP in tre anni (in rialzo dal 26% di oggi) e tra quelli della regione Asia-Pacifico saranno dell’87% degli LP in tre anni (in rialzo dal 69% di oggi).

 

Commentando le evidenze del Barometro, Jeremy Coller, CIO di Coller Capital ha dichiarato: ” E’ normale chiedersi perché gli investitori conservino o rafforzino il proprio impegno nel private equity dopo un forte calo nei ritorni. La risposta più ovvia è che l’investimento in private equity  è l’attività manifestamente basata su competenze; sia per LP che per i gestori; e la crisi del credito e la recessione sono stati un’esperienza didattica utile,

seppur dolorosa. I Limited Partner, dal canto loro, avranno appreso molte lezioni valide dalla crisi, non solo quali GP possiedano le competenze

necessarie, ma anche su come e dove queste competenze possano essere sfruttate al meglio.

 

Gli investitori vedono potenziali sfide ai propri ritorni negli investimenti in private equity. Il debito è uno. Buona parte degli LP considera il rifinanziamento del debito di buyout una sfida molto impegnativa. Un numero significativo di LP è anche preoccupato da: il possibile impatto di strutture di capitale conservatrici; i cambiamenti nella composizione dei gruppi erogatori di debito; e il costo della disponibilità  del debito per nuovi buyout. 

 

 

 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Private Equity – la nuova normativa potrebbe danneggiare l'industria

Private Equity – la crisi alimenta l'appetito degli investitori

NEWSLETTER
Iscriviti
X