Consultinvest: mercati azionari più vulnerabili

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di Chiara Merico 27 Marzo 2017 | 11:57
Rispetto al recente passato iniziano a manifestarsi segnali sempre più positivi anche dai Paesi emergenti, mentre quelli sviluppati mantengono il ritmo di fine 2016, spiega una nota della società.

RIALZI ATTESI – Il ciclo economico globale rimane in una stabile fase espansiva mentre rileva i primi rialzi dell’inflazione dopo anni di pressioni deflazionistiche, sottolinea una nota di Consultinvest. Si tratta di rialzi attesi e per il momento non ancora destabilizzanti o pericolosi. Rispetto al recente passato iniziano a manifestarsi segnali sempre più positivi anche dai Paesi emergenti, mentre quelli sviluppati mantengono il ritmo di fine 2016 e ciò favorisce un livello di sincronicità ciclica tra Paesi che si era persa dal 2010. Unico neo pare possa essere la possibilità di una leggera flessione nel Pil del I trimestre negli Usa.

LE PROSSIME MOSSE DELLA FED – Anche se il futuro della politica fiscale Usa rimane ancora molto nebuloso, crediamo che la Fed manterrà le sue attuali indicazioni prospettiche e alzerà ancora di 25bps i tassi  in settembre e poi in dicembre. Esiste a medio termine ancora spazio per vedere perdite sui mercati obbligazionari che continueranno ad avere deflussi di liquidità a vantaggio di assets che oggi offrono rendimenti più elevati. Nel mondo obbligazionario si rilevano  migliori potenzialità nel debito emergente in valuta locale, in alcuni Paesi i tassi reali e la svalutazione del cambio offrono le migliori occasioni per fare del carry trade, soprattutto in un regime di dollaro molto più neutrale e non più super.  Il tema dei mercati azionari è invece più delicato e complesso, soprattutto in chiave tattica poiché quella strategica rimane positiva, soprattutto per i mercati emergenti. I mercati azionari, soprattutto quello Usa, oggi sono più vulnerabili.  Il rischio è che il mercato, che ha già ampiamente incorporato il meglio della Trumponomics, rimanga deluso e corregga al ribasso. La correzione è una eventualità che qualche mese fa si  pensava molto probabile solo verso l’inizio di maggio (anche in concomitanza con le scadenze elettorali europee), ma che ora potrebbe essere anticipata. La debolezza degli ultimi giorni si pensa possa essere un primo segnale o campanello d’allarme dato dal mercato alla politica.

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