Risparmio gestito – Opportunità agricole

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di Matteo Chiamenti 23 Giugno 2010 | 07:45
La strategia e l’outlook di DWS Investments (Deutsche Bank) per il settore agribusiness. Tra motori trainanti, i consumi dei paesi in via di sviluppo.

La volatilità che ha continuato a caratterizzare i mercati nello scorso mese fa chiaramente capire quanto gli investitori siano stanchi dell’ambiente economico in generale. Anche se sembra che la ripresa economica sia in corso, ci si chiede ancora se le economie più in difficoltà nell’area Euro potranno avere un impatto sul miglioramento generale. Questo andamento ha avuto parecchi effetti collaterali; in particolare, si è rafforzato il dollaro, e quindi le granaglie USA sono diventate più care per i compratori mondiali.

La BCE ha dovuto prendere provvedimenti per stabilizzare le condizioni del business in tutta Europa; invece, in Cina non solo il governo è intervenuto per calmierare il mercato immobiliare surriscaldato, ma ci sono state anche condizioni di mercato rialziste. Il sondaggio MNI sul business sentiment pubblicato lo scorso mese ha indicato che in maggio le condizioni generali del business hanno registrato un miglioramento per il quinto mese consecutivo, arrivando al massimo degli ultimi tre anni, grazie ad un livello record sia dei nuovi ordinativi che degli indici di produzione. Vale la pena di notare che in Cina salgono rapidamente i prezzi degli alimentari nell’indice dei prezzi al consumo, e lo scorso mese la Cina ha sorpassato i volumi stimati di importazione di mais dagli USA con un unico acquisto in massa. Questa pressione causata dai prezzi dei fattori grezzi di produzione si riflette ancora nei dati relativi agli utenti finali, in quanto i prezzi del mais cinese avevano continuato a salire, arrivando a prezzi doppi Fonte: WIND, Barclays Capital rispetto a quelli degli Stati Uniti – 2.200 RMB/tonnellata (8,18 USD/bushel) presso alcuni punti di smercio, tra cui Chengdu e Ganzhou al centro del Paese, come riferisce il China National Grain and Oils Information Centre (CNGOIC). Ancora una volta, teniamo costantemente sotto monitoraggio questi sviluppi nel contesto di una valutazione delle aziende del ciclo produttivo rispetto a quello di consumo (ovvero, agricoltori nel primo caso, società di lavorazione delle carni suine nel secondo). A metà mese l’USDA (Ministero dell’Agricoltura USA) ha pubblicato le prime previsioni mensili per l’anno commerciale 2010-2011 dei raccolti negli Stati Uniti.

La prima valutazione dell’USDA delle prospettive di domanda e offerta dei raccolti USA e mondiali comprende le semine previste per il 2010, l’utilizzo anticipato e le giacenze esistenti di mais, che sono state più o meno in linea con le aspettative generali degli analisti e non indicano prezzi più elevati. Anche se queste previsioni possono andare soggette a revisioni in base a vari fattori diversi, sono la prima valutazione istituzionale dei raccolti americani.

Presso i punti di vendita alimentari, continua ad aumentare il traffico e immaginiamo che man mano che il settore inizierà a razionalizzare i prezzi ci saranno sempre meno vendite scontate. La distribuzione alimentare rappresenta tuttora il valore sulla base della premessa storica secondo la quale i mercati del lavoro si saneranno gradualmente grazie al miglioramento dell’economia. Tra l’altro, prima di vedere un miglioramento tangibile dei fondamentali economici, c’è un significativo rischio di downside, visto che le aspettative per il settore sono piuttosto pessimiste. Anche se gli effetti del 2009 hanno portato a una contrazione complessiva delle vendite di alimentari, la crescita delle vendite di prodotti organici è stata sempre notevolmente più rapida di quella di prodotti simili, sia alimentari che non alimentari. Secondo la OTA, l’associazione di settore, nel 2009 le vendite di alimentari organici sono cresciute a una velocità doppia rispetto alle vendite complessive di alimentari. Inoltre, il settore si sta affermando anche in aree che non erano tipicamente presidiate dai prodotti organici. La tendenza dei consumatori USA a scegliere alimentari tracciabili, più salutari, meno lavorati, locali e organici si riflette anche a livello mondiale, con un volume di mercato superiore a 60 miliardi di USD nel 2010. Riteniamo che questa tendenza continuerà, data la sua robustezza anche nel corso delle contrazioni economiche mondiali.

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