Consultinvest: si incarta la Trumponomics

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di Chiara Merico 30 Marzo 2017 | 08:54
Dopo il ritiro della legge per abrogare l’Obamacare possiamo attenderci una fase di maggiore incertezza per i mercati azionari sviluppati.

SMACCO PER TRUMP – La decisione della Casa Bianca di ritirare la legge nata per eliminare l’Affordable Care Act, ovvero la cosiddetta Obamacare, proponendone una nuova è uno smacco politico per l’amministrazione Trump e una seria preoccupazione per i mercati, spiega una nota di Consultinvest. In primis è uno doppio smacco personale per Trump poiché intacca l’immagine di grande negoziatore e deal maker (ha scritto anche un libro…) che aveva cercato di creare negli anni e perché si è visto costretto a mandare in soffitta una delle sue promesse elettorali più forti e importanti. Poi è uno smacco politico anche per il partito repubblicano, che sin dai tempi della presidenza Clinton ha sempre cercato di osteggiare le riforme sanitarie democratiche e che oggi, avendone l’occasione per creare la propria, non ci sono riusciti. Ma è soprattutto un problema per i mercati: questi sono saliti in modo deciso sin dalla vittoria elettorale di Trump nella convinzione e nella speranza che il nuovo corso riformista – con presidente e Congresso che avrebbero potuto lavorare insieme – avrebbe accelerato la crescita economica nominale con una Politica Fiscale aggressiva, realizzata con tagli alle tasse, deregulations e investimenti in infrastrutture, che avrebbe reso il nuovo corso politico di Washington molto più favorevole per il business: il miglior modo per stimolare i cosiddetti “Animal Spirits”.

SCENARIO INCERTO – Queste attese positive hanno sostenuto per alcuni mesi i mercati azionari, nonostante si presentassero già con valutazioni elevate, poiché queste si sarebbero normalizzate con l’aumento degli utili aziendali generati dalla maggior crescita economica. Questo scenario ora è più annebbiato e incerto. Con quanto successo la scorsa settimana si teme che Trump non sia in grado di mettere agevolmente in atto la sua agenda. Lo stop alla riforma sanitaria potrebbe essere un segnale che i tempi per le altre riforme (quella fiscale e di deregolamentazione che sono sempre state le sole ad interessare i mercati) vadano nel migliore dei casi a dilatarsi, prosegue la nota. Non solo. La mancata riforma sanitaria impedisce di realizzare i primi risparmi di spesa che avrebbero finanziato una parte dei tagli delle tasse. Questo può essere un problema in un Congresso dove una parte dei repubblicani non sarà favorevole a forti aumenti del deficit pubblico che si potrebbe creare tra riduzione forte delle aliquote e aumento degli Investimenti. Soprattutto quando è imminente la discussione per rinnovare l’odiato tetto sul debito pubblico che tanti problemi ha creato a Obama. In sintesi, il primo passo legislativo di Trump è stato un passo falso che rischia di mettere in dubbio la Sua capacità di governo: ossia i tempi e le modalità di realizzazione della sua agenda economica – la Trumponomics, appunto. E questo è un problema per gli investitori che avevano puntato tutto su una sua rapida implementazione.

RILANCIO IN VISTA? – Possiamo quindi attenderci ora una fase di maggiore incertezza per i mercati azionari sviluppati – non solo negli Usa ma anche in Europa, che continua ad essere al traino degli Usa e ad avere problemi d’integrazione politica tutta sua – con possibili correzioni al ribasso e molta più volatilità. Tuttavia, nelle prossime settimane proprio l’affermarsi di un contesto di mercato più difficile, in grado di creare maggiore negatività mediatica, spingerà Trump e i repubblicani a rilanciare e dare maggiore efficacia all’azione di governo in modo da soddisfare i mercati. Quindi, in ottica di medio termine, crediamo sia ancora presto per mandare in soffitta il tema di una maggior crescita nominale positiva per i mercati azionari, conclude la nota.

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