Incertezza con motivi di ottimismo

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I timori di una nuova recessione hanno generato negli ultimi mesi un’impennata della volatilità dei mercati, oltre ad un crescente desiderio di limitare la propria esposizione negli asset a maggior rischio.

di Redazione30 agosto 2010 | 10:00

a cura di  Fidelity International

I timori di una nuova recessione hanno generato negli ultimi mesi un’impennata della volatilità dei mercati, oltre ad un crescente desiderio di limitare la propria esposizione negli asset a maggior rischio.Tuttavia vi sono svariati elementi che possono indurre a ritenere che sui mercati regni un pessimismo eccessivo. Seguono alcuni dei principali fattori positivi nell’attuale scenario di mercato.

1) MAGGIORE STABILITÀ DEL SISTEMA BANCARIO GLOBALE
Innanzitutto il sistema finanziario globale mostra maggiore stabilità in quanto le banche di tutto il mondo hanno migliorato sensibilmente la propria situazione rispetto alle fasi peggiori della crisi. Nel complesso, a fronte dei dati generalmente positivi sugli utili provenienti dalla maggior parte dei principali istituti finanziari globali, il miglioramento della salute del sistema bancario dovrebbe riflettersi nelle condizioni di concessione del credito.

2) INGENTE LIQUIDITÀ A DISPOSIZIONE DELLE SOCIETÀ STATUNITENSI
Rispetto a precedenti recessioni la posizione di liquidità delle società statunitensi appare oggi più favorevole. Ciò anche grazie al fatto che nel corso dell’ultima recessione le società hanno già messo in atto importanti misure per il contenimento dei costi ed ora stanno raccogliendo una parte dei benefici di tali interventi nei propri flussi di cassa, riducendo pertanto significativamente il rischio di dover compiere ulteriori tagli.

3) LA CAPACITÀ DI AUTOCORREZIONE DEI MERCATI APPARE FAVOREVOLE
L’ultima recessione globale ha prodotto una variazione delle quotazioni, tale per cui ad esempio l’abbassamento del costo del petrolio e del valore dell’Euro, sostengono la crescita.

4) SOLIDITÀ DEI MERCATI EMERGENTI
Il quadro economico dei principali Paesi dei mercati emergenti appare sensibilmente migliore rispetto alla maggior parte dei principali mercati sviluppati. A conferma della fiducia riposta su questi Paesi, la maggior parte dei mercati emergenti ha deciso il ritiro degli incentivi all’economia, in netto contrasto con quanto accade nei mercati sviluppati.

5) POSSIBILITÀ DI ULTERIORI INCENTIVI
Mentre in molti Paesi i prossimi anni saranno caratterizzati da un consolidamento fiscale piuttosto intenso, altri Paesi non saranno interessati da questo fenomeno ed anzi sembrano in grado, almeno sul fronte monetario, di implementare ulteriori misure di sostegno qualora la crescita evidenziasse segnali di rallentamento particolarmente significativi.

CONCLUSIONE: IN ATTESA DI UN AUMENTO DELLA VOLATILITÀ
Indubbiamente sono presenti degli elementi di incertezza sulle prospettive economiche tuttavia da un punto di vista tecnico bisogna rilevare che l’aumento della volatilità in questa fase del ciclo della ripresa non è un fattore così insolito. Il responsabile dell’analisi tecnica di Fidelity Jeff Hochman ha rilevato che in passato il periodo post-crisi risultava piuttosto spesso caratterizzato da lunghe fasi di consolidamento con un trend altalenante, così come quella registrata nel 2004, quando i mercati – dopo alcune ondate di pessimismo – si sono lasciati alle spalle la contrazione del settore delle telecomunicazioni inaugurando una fase di crescita pluriennale.


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