Spazio ai settoriali

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Avatar di Luca Lodi 6 Ottobre 2010 | 12:00
I mercati vivono un’ampia fase laterale che offre due tipi di opportunità a chi ha una elevata propensione al rischio.

In tempi di elevata incertezza l’atteggiamento di molti investitori è quello di adottare strategie difensive capaci di proteggere il proprio capitale da eventi avversi rinunciando a parte del rendimento potenziale. Viceversa una quota di essi, presumibilmente più ristretta, può intravedere la possibilità di entrare sui mercati nelle fasi di debolezza per sfruttare i prezzi più convenienti e puntare sugli elementi positivi che il contesto macro, pur in maniera contraddittoria, offre.
Attualmente i mercati vivono un’ampia fase laterale che offre due tipi di opportunità a chi può permettersi una elevata propensione al rischio. Da una parte le ipotesi di crescita lenta, considerate probabili, potrebbero prolungare il periodo di assenza di trend rilevanti. In questo caso gli acquisti sulla debolezza e le vendite sulla forza potrebbero riservare continuative soddisfazioni. Altra possibilità è l’accelerazione degli eventi, in senso positivo o negativo, che offrirebbe interessanti opportunità prendendo posizioni più determinate e di più ampio respiro.
A partire dalle consuete classificazioni Bluerating si può costruire un portafoglio composito adatto a un profilo di rischio medio-alto e con un orizzonte temporale relativamente contenuto. L’obiettivo che si vuole raggiungere è puntare su un miglioramento relativamente veloce dello scenario macro con l’uscita dalla crisi, una sua stabilizzazione accompagnata dalla riduzione degli elementi di incertezza con una riduzione generalizzata dell’avversione al rischio, oppure, sfruttare le opportunità di trading che anche i mercati senza direzione offrono sebbene attraverso strategie meno convenzionali e meno diffuse. Ragionando a macro asset class, e verificato il livello particolarmente basso dei rendimenti obbligazionari, risulta opportuna un’esposizione verso altri tipi di investimento, azionario in primis, ma anche in strategie capaci di gestire l’incertezza, i prodotti a ritorno assoluto e specializzati in derivati.
La quota azionaria, proposta al 35% (considerato l’orizzonte temporale ridotto quote maggiori non sono consigliabili), dovrebbe essere costituita inseguendo i temi di crescita più interessanti, ma lasciando spazio anche a settori più difensivi capaci di ridurre il rischio complessivo.
Si propone quindi un’esposizione particolare sui paesi BRIC e la Germania, che continuano a dimostrarsi interessanti sia come fondamentali sia come andamento dei rispettivi mercati, e parallelamente un focus, seppur di dimensioni ridotte sul settore dei servizi di pubblica utilità.
Quest’ultimo, oltre, come detto, a costituire un elemento di moderazione del rischio, ha attraversato una fase di debolezza che potrebbe trasformarsi in opportunità di crescita. Altro elemento distintivo all’interno dell’equity sono le mid e small cap capaci di cavalcare la crescita in maniera più marcata e, in alcuni casi, anche con minor vulnerabilità alle condizioni di mercato più difficili.
Tra gli obbligazionari è opportuno mantenere una bassa duration e puntare su corporate e inflation link, settori entrambi in grado di beneficiare di un miglioramento delle prospettive.
Come ricordato, però, lo scenario potrebbe rimanere invariato per molto tempo, determinando il prolungamento dell’andamento contrastato che sta caratterizzando i mercati e il cui esito risulta assai arduo prevedere. Il peso consistente attribuito alle categorie “Ritorno Assoluto (Alta Volatilità)” e “Fondi specializzati sui Derivati (Materie Prime)” riponde proprio all’esigenza di gestire fasi di incertezza prolungata all’interno delle quali sia necessario applicare strategie operative non convenzionali, asset allocation di tipo flessibile e scelte tattiche particolarmente attive.

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