M&G: In Europa tasso di disoccupazione vicino al 7%

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Per l’esperto di reddito fisso della società di gestione britannica è importante monitorare il tasso di disoccupazione ma…

di Redazione29 ottobre 2010 | 14:00

Il tasso di disoccupazione dell’area euro è salito oggi a 10,1%, un livello che non veniva raggiunto dal luglio 1998. Ci chiediamo però se il mercato ponga troppa enfasi su questo dato”. E’ questa l’opinione di Anthony Doyle, retail fixed interest team di M&G Investments
“Di certo è sempre importante monitorare con attenzione i tassi di disoccupazione. È poco probabile che la domanda dei consumatori sia inflazionaria se il tasso di disoccupazione non solo non è prossimo, ma supera abbondantemente il livello compatibile con un tasso stabile d’inflazione (non-accelerating inflation rate of unemployment – NAIRU)” prosegue l’esperto “
Tuttavia, per la modalità di calcolo del tasso di disoccupazione, negli ultimi due anni Paesi come l’Irlanda e la Spagna hanno contribuito in maniera sproporzionata al deterioramento di questo indicatore, in rapporto alla dimensione di queste due economie all’interno dell’area. Per calcolare i dati sul mercato del lavoro dell’area euro, Eurostat somma semplicemente le serie degli stati membri. 

Il punto però sembra essere un altro, ossia che “È però diversa la modalità in cui Eurostat misura l’indice dei prezzi al consumo armonizzati (HICP), il cui calcolo comporta un elemento di ponderazione. Ad esempio, il peso della Germania nell’indice è 26%, mentre quello dell’Irlanda è solo 1,5%. Dall’inizio del 2008, il numero dei disoccupati in Spagna ha visto un aumento massiccio pari a 2,5 milioni di persone, mentre nell’area euro l’incremento è stato di 3,5 milioni in totale. Di conseguenza, la Spagna rappresenta il 73% dell’aumento di disoccupazione nell’area, superando notevolmente le dimensioni dell’economia spagnola in rapporto a quelle dell’economia europea. La Spagna rappresenta, infatti, circa il 13% dell’economia europea su parità di potere d’acquisto”. 

 

Questi calcoli mettono in evidenza che “escludendo i Paesi periferici europei, dal 2008 la disoccupazione in Europa è aumentata di 416.000 unità. Questo suggerisce un tasso di disoccupazione più vicino al 7% che al 10%. L’Europa periferica conta per circa l’90% dell’aumento di disoccupati in Europa dall’inizio del 2008. L’impatto è molto forte, considerando che in percentuale del PIL europeo, i Paesi periferici sono solo il 20% circa” conclude Doyle.


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