Risparmio gestito – Il mercato si normalizza

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di Matteo Chiamenti 2 Novembre 2010 | 11:00
Primi segnali di normalizzazione sui mercati monetari Euro. Lo dice Chantana Sam, strategist di Axa Investment Managers.

I tassi d’interesse bancari sono aumentati significativamente a fine settembre. Infatti il tasso EONIA, negoziato attorno ai 40-45bp a settembre, si attesta a metà ottobre attorno ai 75bp. In realtà tutta la curva OIS si è appiattita (dal 28 settembre, gli OIS 3M e 12M sono saliti rispettivamente di 23bp e 20bp) e ciò ha comportato un rialzo dei tassi interbancari su tutta la curva. L’Euribor 3M è salito di 13bp, mentre l’EUR Libor 3M di 11,5bp.

Entrambi i tassi sono ora molto vicini al tasso refi che la BCE mantiene all’1% dal maggio 2009.  In questo commento, descriveremo i fattori che hanno determinato il recente rialzo dei tassi interbancari e discuteremo se possano essere considerati un segnale di politica monetaria.  Il recente aumento dei tassi interbancari corrisponde ad un significativo declino della liquidità in eccesso per il sistema bancario euro. Infatti, analizzando i dati pubblici della BCE sulle sue operazioni di rifinanziamento,1 la liquidità in eccesso è scesa di circa 79mldEUR a fine settembre.  L’aumento dell’attività sul mercato interbancario deriva probabilmente dalle banche costrette in precedenza a ricorrere ai prestiti della BCE. Infatti, il parere sulla situazione finanziaria è recentemente migliorato grazie alla maggiore trasparenza garantita dagli stress test (in particolare riguardo alle esposizioni rischi governative) e ad un migliore parere generale sui titoli di stato (con diverse aste andate a buon fine).

Pertanto, le banche sono più inclini a prestarsi denaro tra loro e ciò ha probabilmente consentito ad alcune solide banche periferiche (in particolare spagnole) un rinnovato accesso al mercato EONIA, dove hanno la possibilità di finanziarsi a dei tassi inferiori all’1% richiesto dalla BCE. Questa maggiore attività ha comportato un rialzo dei tassi interbancari. I dati forniti dalle banche centrali dei Paesi periferici riguardo all’ammontare dei prestiti delle proprie banche presso la BCE sembrano confermare questa normalizzazione. I prestiti richiesti dalle banche spagnole alla BCE hanno raggiunto i 97,7mldEUR a settembre, cioè un ribasso dell’11% rispetto ad agosto. Le banche greche hanno preso a prestito 94,3mldEUR a settembre (contro 96,1mldEUR ad agosto), mentre i prestiti delle banche portoghesi sono scesi del 19%, a circa 40mldEUR.

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