Voglia di Sudamerica

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Avatar di Luca Lodi 4 Novembre 2010 | 11:00
L’area offre buone prospettive dal momento che potrebbe beneficiare delle tensioni sulle materie prime.

La “guerra” che si è aperta sui mercati valutari offre diversi elementi di interesse per gli investitori più spregiudicati, coloro che invece di preoccuparsi della volatilità e dei fenomeni nuovi e inaspettati intravedono in essi opportunità da cercare di cogliere.
Senza dubbio ci sono i prodromi di movimenti importanti su tutti i mercati finanziari dal momento che dopo mesi di assenza di novità rilevanti, da un lato alcuni problemi rimangono irrisolti e cominciano a poter essere ritenuti pericolosi, disoccupazione e stagnazione della domanda aggregata, dall’altro è ripreso l’interventismo dei governi scatenandosi sulle valute.
Investire in maniera aggressiva in uno scenario come l’attuale espone sicuramente a rischi rilevanti ma, come sempre accade, può offrire risultati altrettanto consistenti.
Un ipotetico portafoglio adatto a investitori con alta propensione al rischio e un orizzonte temporale medio-lungo, oltre a essere strutturato in base ai possibili sviluppi dei mercati, dovrebbe dare spazio alle gestioni in grado di sfruttare i movimenti più difficilmente prevedibili.
A livello globale la quota destinata all’equity puro dovrebbe essere poco inferiore al 40%, con focus su settori e aree geografiche già indicate negli scorsi mesi come le più interessanti. BRIC, Germania, settore informatica e tecnologia rimangono promettenti. Si aggiungono porzioni di America Latina che, oltre ad essere un’area con buone prospettive, potrebbe beneficiare di tensioni sulle materie prime, e USA, il cui governo sembra determinato a far crescere le esportazioni con manovre a tutto campo. Le politiche americane per ora si manifestano con la debolezza del dollaro ma nel medio-lungo termine possono essere volano per una crescita complessiva di competitività.
La parte obbligazionaria del portafoglio dovrebbe essere caratterizzata dalla copertura valutaria per tenere conto dell’elevata volatilità nel mercato dei cambi e per la considerazione che l’euro pare essere, per ora, la moneta meno esposta a svalutazioni competitive. Una quota rilevante si suggerisce di attribuirla all’inflation linked per cogliere gli effetti che le politiche monetarie espansive che si stanno diffondendo in tutto il mondo e in particolare le operazioni sempre più frequenti di QE (Quantitative Easing) potranno avere sulle dinamiche dei prezzi o almeno sulle aspettative.
Per cogliere potenzaili esplosioni di volatilità e/o proteggersi da esse, tra le categorie Bluerating è possibile trovare i “Fondi specializzati sui derivati”, suddivisi tra quelli che operano su materie prime, indici e titoli, valute.
La competizione valutaria, le operazioni delle banche centrali per incidere sui tassi di interesse e la possibile esplosione di volatilità dopo un lungo periodo di congestione suggeriscono di attribuire a questi tipi di gestione una parte non trascurabile del portafoglio.

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