Risparmio gestito – Un 2011 fiacco

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di Matteo Chiamenti 17 Novembre 2010 | 09:45
Ecco la strategia d’investimento di Threadneedle, novembre 2010 con commenti sull’andamento dell’economia e su tutti i principali mercati.

Il quadro economico si è evoluto pressoché in linea con le previsioni da noi precedentemente formulate per
l’anno; per il 2011 continuiamo a prospettare una crescita modesta nei mercati industrializzati e un’attività
mondiale prevalentemente trainata dalle economie emergenti.
L’unica modifica da noi apportata al modello
nel corso di questo mese ha riguardato una leggera revisione al rialzo delle stime sulla crescita del Regno
Unito per questo e per il prossimo anno, in considerazione dell’impatto matematico dei dati PIL, migliori
delle attese, relativi al 3° T.

Negli Stati Uniti, pur mantenendo invariate le nostre previsioni, rileviamo un ampliamento del ventaglio di
possibili evoluzioni del mercato. La fiducia delle imprese ha continuato a rafforzarsi. Viceversa, il mercato
residenziale e il tasso di occupazione risultano ancora fortemente problematici. Le elezioni di metà
mandato potrebbero condurre verso uno stallo politico ma riteniamo vi sarà una qualche forma di accordo
interpartitico volto ad estendere una parte o la totalità dei tagli fiscali di Bush la cui scadenza è attesa per la
fine di quest’anno. In caso di fallimento, la crescita del PIL nel 2011 patirebbe gravi conseguenze negative.
Per contrastare tale eventualità, la Federal Reserve ha annunciato un secondo ciclo di espansione
monetaria attraverso l’acquisto di 600 miliardi di USD in titoli del Tesoro americano
. Tale annuncio
evidenzia lo sforzo della banca al fine di stimolare la crescita e l’inflazione e dovrebbe altresì sostenere le
nostre valutazioni positive su azioni e obbligazioni societarie.

Negli ultimi trimestri la solidità degli utili aziendali ha sorpreso il mercato e l’atteggiamento prudenziale
adottato dalle società negli aggiornamenti relativi al 2° T. offre ampi spazi per ulteriori revisioni positive. Il
taglio dei costi operato durante la recessione continua ad amplificare il miglioramento degli utili in svariati
comparti fra i quali, non ultimo, quello degli industriali europei dove registriamo margini record e un aumento
della spesa per capitale finalizzata a trarre vantaggio dalla solidità della domanda. Manteniamo una
posizione globale di sovrappeso sugli industriali.Viste le prospettive di crescita mondiale nel 2011,
continuiamo nel complesso a privilegiare le società esposte verso l’Asia ed i mercati emergenti. Tuttavia, si
tratta ormai di una visione condivisa dal mercato e, in alcune regioni, le valutazioni scontano già le
prospettive favorevoli di utili derivanti dalla crescita dei mercati emergenti. Nel Regno Unito iniziamo a
cogliere alcune buone opportunità fra i titoli più solidi orientati al mercato interno.
Continuiamo a valutare positivamente anche le società che presentano solidi flussi di cassa netti.
Diventiamo invece sempre più attenti all’utilizzo della liquidità, privilegiando le società che si impegnano in
attività volte ad accrescere gli utili, attraverso operazioni di riacquisto di azioni o l’elargizione di dividendi più
generosi. I dividendi azionari delle aree sfavorite si sono riportati a livelli interessanti: prevediamo in quasi
tutte le aree una loro solida crescita. Alla luce della probabile capacità delle azioni di sottrarre flussi alle
obbligazioni e alle riserve liquide e considerando il peso crescente dei dividendi sui rendimenti totali stimati,
prevediamo un buon risultato per i titoli ad alto rendimento.

A livello di allocazione degli attivi manteniamo un posizionamento favorevole al rischio, privilegiando le
azioni rispetto alle obbligazioni e i titoli societari ed emergenti rispetto alle emissioni governative e alla
liquidità. È una strategia che, nel recente passato, ci ha dato delle soddisfazioni. Continuiamo tuttavia a
prevedere il persistere della volatilità ed è nostra intenzione cogliere elementi che potrebbero consentirci di
adottare una posizione maggiormente difensiva.I rischi principali includono, a nostro avviso, un ulteriore
deterioramento nel mercato residenziale statunitense, forse a causa dei problemi di pignoramento
recentemente identificati presso diverse banche mutuatarie, un rallentamento della crescita cinese,
un’escalation dalla svalutazione competitiva delle monete ad un protezionismo aperto e, infine, un
abbandono generalizzato dal comparto creditizio i cui livelli di liquidità paiono disomogenei. Continuiamo a
tenere sotto osservazione tutti questi fattori ma, per il momento, siamo soddisfatti del nostro
posizionamento volto a cogliere una crescita dei mercati.

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