Risparmio gestito – La questione spread

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di Matteo Chiamenti 1 Dicembre 2010 | 10:15
David Choe di Ig Markets commenta le problematiche legate ai rendimenti europei.

La settimana negativa dell’euro rispetto al dollaro è proseguita per il secondo giorno, con la moneta europea che ha toccato il minimo di dieci settimane contro la sua controparte americana. Lo spread tra i titoli tedeschi e quelli di Italia, Belgio e Spagna ha raggiunto nuovi livelli record con le preoccupazioni che iniziano a diffondersi secondo cui la crisi è diventata sistemica. RBS ha commentato che la crisi “si è intensificata ed è peggiorata”, e che gli acquisti di obbligazioni da parte della Banca centrale europea sono stati l’unica possibilità per arrestare il contagio. Anche l’Irlanda continua a rappresentare un rischio per l’euro, con i ministri irlandesi che pare abbiano riferito (in privato) di essere stati costretti a rigare dritto per quanto riguarda il pacchetto di salvataggio al fine di prevenire una fuga delle banche in tutta Europa.

La rabbia popolare in tutta l’Irlanda ha sollevato il timore che un nuovo governo potrebbe essere eletto il prossimo anno e ripudiare il piano di salvataggio e di default sul proprio debito. I dati sulla disoccupazione tedesca hanno avuto scarso effetto sull’euro in difficoltà, pur restando sotto la soglia di tre milioni per il secondo mese consecutivo. Il totale dei disoccupati è sceso d 14.000 a 2,931 milioni visto che le esportazioni forti (aiutate, ironia della sorte, dalla debolezza dell’euro) hanno fatto aumentare la domanda di lavoratori. Questa buona notizia sarà di poco conforto per i leader tedeschi, dato che la Germania potrebbe dover aiutare molte regioni della zona euro. Un segno del peggioramento della situazione è stato visto nel rendimento delle obbligazioni tedesche, che hanno cominciato a salire per la prima volta. In precedenza, le obbligazioni tedesche erano viste come un rifugio sicuro, ma il timore che lo sforzo per salvare l’Europa sarà troppo per l’economia tedesca ha spinto i rendimenti verso l’alto. Con l’aggravarsi della crisi, l’ultima domanda potrebbe essere se il costo per la Germania di salvare l’euro sia superiore al costo di abbandonarlo.

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