Fondi comuni – Sempre più voglia di return

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Secondo una ricerca di Aviva Investors, gli investitori europei vorrebbero aumentare l’allocazione in absolute return.

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti16 dicembre 2010 | 09:15

Una ricerca condotta tra investitori italiani ed europei*, che insieme gestiscono un patrimonio di oltre 280 miliardi di euro, rivela che quasi il 90% degli intervistati ha intenzione di aumentare l’allocazione in strategie di ritorno assoluto entro i prossimi tre anni.

Dalla ricerca, commissionata in occasione della conferenza Aviva Investors Absolute Returns tenutasi a Londra il mese scorso, è emerso che secondo il 70% degli intervistati a conquistare una quota crescente del settore absolute return potrebbero essere i fondi UCITS III, soprattutto per via della maggiore liquidità e trasparenza che offrono. La garanzia della regolamentazione e del tesserino UCITS III renderebbero infatti questi prodotti più interessanti per il 67% del campione.

Interrogati riguardo a cosa valutano nella scelta di un gestore absolute return, gli investitori dichiarano all’unanimità che il fattore più importante è la struttura di risk management. L’80% afferma di preferire un gestore con esperienza in investimenti alternativi, mentre il 67% considera anche il track record.

“Il contesto degli ultimi anni caratterizzato da mercati volatili e rendimenti da liquidità estremamente bassi ha portato molti investitori europei a interessarsi a prodotti che cercano di creare valore indipendentemente dalle condizioni di mercato” ha dichiarato Paul Moody, Global Client Investment Director di Aviva Investors. “Tuttavia, dopo la crisi del credito, gli investitori sono molto attenti quando prendono decisioni riguardo l’asset allocation: vogliono sapere cosa potrebbe succedere in circostanze estreme e per questo motivo i processi di risk management sono diventati un fattore primario. Ciò non significa necessariamente che gli investitori siano avversi al rischio, ma piuttosto che si aspettano che il gestore li aiuti a valutare i rischi che si stanno prendendo”.

Le strategie di absolute return più interessanti per gli investitori europei sono global macro (67%), volatility trading (67%), short/long equity (60%) e market neutral (53%). Circa la metà degli intervistati ritiene che classificazioni più chiare e comunicazioni più trasparenti relativamente ai fondi di absolute return li aiuterebbe a prendere delle decisioni di asset allocation più consapevoli.

Paul Moody ha aggiunto: “Nel mercato absolute return, c’è sicuramente interesse per stili di investimento diversi che prendano in considerazione più asset class e questo rende il lavoro di selezione dei fondi più difficile. Gli strumenti di absolute return possono differire per benchmark, profilo di rischio e orizzonte temporale. In alcuni casi il rischio deriva dalle scommesse relative, in altri è la direzione di mercato ad avere un ruolo fondamentale. I gestori hanno il compito di educare gli investitori sia sui rendimenti potenziali che sui rischi connessi ai loro prodotti. Comunicazioni più trasparenti sui rischi e sulle strategie di investimento sarebbero un passo nella giusta direzione e aiuterebbero a costruire la fiducia – un elemento cruciale nel dopo-crisi del credito”.


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