Per il vino d’annata si prevede un 2011 ancora in rialzo

A
A
A
Biagio Campo di Biagio Campo 15 Febbraio 2011 | 09:00
Domanda trainata dalla crescita del mercato cinese e buoni segnali dall’annata 2010, questo lo scenario positivo che si presenta agli investitori.

Il report prodotto da Christian Roger, gestore del fondo Nobles Crus che investe nei vini d’annata, della Sicav Lussemburghese Elite’s Exclusive Collection, promossa da Elite Advisers, chiarisce il trend di un settore che offre interessanti opportunità di diversificazione.

Il processo di apertura del mercato cinese ai grand cru è ancora agli inizi. “Durante una conferenza stampa dell’11 gennaio scorso, il direttore generale di Vinexpo sottolineava che dal 2010 al 2014 la Cina incrementerà l’importazione di vino passando da poco più di 15 a oltre 25 milioni di casse, divenendo il quinto consumatore mondiale di vini tranquilli in termini di valore”. Attualmente il consumo pro capite della Cina continentale e di Hong Kong è pari, rispettivamente, a 0,4 e 4,3 litri, a fronte dei 50 litri della Francia. “Le previsioni più recenti stimano che nei prossimi quattro anni la Cina continentale riuscirà quasi a triplicare i suoi consumi, mentre Hong Kong registrerà una crescita superiore al 50%”. Il numero di consumatori resterà comunque contenuto (meno di 100 milioni di persone) rispetto alla popolazione complessiva di 1,3 miliardi di abitanti. “È ovvio che, parlando di valore, una parte non trascurabile delle statistiche riguarda i migliori grand cru, dal momento che questa tipologia di vini resta ricercata”. La crescita economica e il miglioramento del tenore di vita spingono i consumatori ad adottare stili di vita occidentali, “dei quali il vino è uno dei simboli, in quanto veicolo di tradizioni e di cultura oltre che di benessere, uno status symbol sempre più irrinunciabile per onorare i propri ospiti. Dopo lo Château Lafite-Rothschild, che ha fatto da apripista, molti altri château iniziano ad essere richiesti, come lo Château Latour, lo Château Haut-Brion, lo Château Mouton- Rothschild, senza dimenticare i vini di Borgogna”.

La natura è stata ancora una volta benevola, “con un’annata 2010 che a Bordeaux si annuncia già sotto i migliori auspici”. In linea generale l’anno è stato positivo e le prime degustazioni sembrano confermare questa sensazione, tuttavia “occorrerà attendere le degustazioni dei primeur alla fine di marzo per avere un’idea più precisa”. Un calo dei prezzi dovuto a una qualità deludente appare sin d’ora poco probabile, “al contrario, il 2010 dovrebbe consolidare i prezzi del 2009 e del 2008 e per il secondo anno consecutivo sarà opportuno essere attivi sul mercato dei primeur a partire del mese di luglio”.

Infine è il caso di ricordare che, “grazie alle vendite dei primeur, l’eccezionale annata 2009 ha prodotto sui Bordeaux un effetto che non si è ancora fatto sentire sui vini di Borgogna. Nel 2011 usciranno sul mercato alcuni grand cru e vale la pena di sottolineare che se il 2009 a Bordeaux è stato un anno eccezionale, che forse è stato ancora più straordinario per i grand cru della Côte de Nuits”, ed ovviamente l’effetto Cina non mancherà di interessare anche questi vini.

Alla luce di queste considerazioni nel 2011 “la politica di Nobles Crus consisterà, da un lato, nel vendere alcuni prodotti giunti a maturazione sul mercato asiatico, in particolare quello cinese, e, dall’altro, nel selezionare i primeur 2010 di Bordeaux di migliore qualità, così come nell’assumere posizioni nei grand cru di Borgogna 2009”. Naturalmente “proseguiremo anche con l’opera di consolidamento relativa alle grandi annate del passato, possibilmente nei grandi formati intermedi, quelli più ricercati dai grandi estimatori e che tra pochi anni saranno senz’altro richiesti anche dai consumatori cinesi”.

 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

Non è possibile commentare.

NEWSLETTER
Iscriviti
X