Fondi italiani come gli esteri, la vittoria di Assogestioni

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di Redazione 16 Febbraio 2011 | 10:00
E’ giunto il momento tanto atteso dai gestori nostrani. Dall’ 1 luglio viene unificato il regime fiscale dei fondi italiani e dei fondi residenti in altri paesi europei.

Gli addetti ai lavori sanno che il prelievo fiscale ai fondi comuni italiani avviene direttamente sul valore della quota (tassazione cosiddetta sul maturato), mentre ai fondi esteri è applicato sul guadagno solo dopo che il possessore del fondo ha venduto la sua quota (tassazione sul realizzato).

Ebbene tutto ciò è in realtà un ricordo. Già, perché l’equiparazione fiscale tra fondi di diritto italiano ed estero è contenuta all’interno dell’ormai celebra decreto milleproroghe (la fiducia nella mattina di oggi) e sarà realtà a partire dal prossimo 1 luglio. Resta da capire che ne sarò dei crediti di imposta maturati dalle sgr nel corso di questi anni. Stando ad alcune voci raccolte in maniera informale da Bluerating, sulle casse dei gestori nostrani pesano oltre 4 miliardi di euro di credito d’imposta; i fiscalisti delle principali realtà sono già al lavoro per approfondire la questione,  anche se sembra accertata la presenza di meccanismi di compensazione che non lo faranno ulteriormente aumentare. Ma questa è un’altra storia.

Come riporta Reuters il maxiemendamento adotta il criterio del realizzato: la tassazione avviene sul reddito garantito dal fondo al momento dell’effettiva percezione da parte del sottoscrittore di quote. Viene così unificato il regime fiscale dei fondi italiani e dei fondi residenti in altri paesi europei, come più volte richiesto dagli operatori del settore per evitare l’emorragia di capitale che penalizza il comparto. La riforma, precisa la relazione tecnica, entrerà in vigore da luglio 2011. Le imposte calcolate sulle vendite relative ad ogni mese verranno versate entro la fine del mese successivo. Sul fronte della copertura, la relazione tecnica stima sulla base di un complesso quadro previsionale un maggior gettito per il 2011 pari a 1,3 milioni di euro. Nel 2012, il risultato sarà negativo per 6,7 milioni”. Anche nel 2013 gli effeti della riforma comporteranno una perdita di gettito (-12,9 milioni di euro), per arrivare ad una sostanziale invarianza di gettito a decorrere dal 2014, anno a partire dal quale le modifiche proposte saranno foriere di effetti positivi”, dice il documento.

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