Fondi comuni – La Francia alla conquista del Belpaese

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di Redazione 1 Luglio 2011 | 12:30
Convictions Asset Management sbarca in Italia. Edoardo Chiozzi, responsabile per l’Italia, spiega le strategie di espansione della società e la proposta dedicata nel gestito.

La società di gestione indipendente fondata a Parigi da Philippe Delienne, nel mese di aprile ha conseguito l’autorizzazione alla distribuzione in Italia di Convictions Premium, un fondo lanciato nel 2003, con un track record solido che ha saputo dimostrare che la flessibilità degli investimenti unita a un processo di gestione del rischio attento e rigoroso, riescono a contenere in modo assai significativo i danni che i mercati subiscono in situazioni di grande e diffusa difficoltà, come in occasione della crisi del settembre 2008 che ha preso il via dal fallimento di Lehman Brothers. Ma quali sono le ambizioni di Convictions in Italia? SOLDI lo ha chiesto a Edoardo Chiozzi Millelire, responsabile della distribuzione per la Penisola.

Quali sono le caratteristiche del vostro fondo Convictions Premium e perchè sbarcare oggi in Italia con un prodotto di questo genere?
“Il nostro fondo è di diritto francese. flessibile, multi asset class con stile di investimento che guarda ai cicli macroeconomici e alle politiche delle banche centrali e investe sulle diverse classi di attività in base a questo approccio top-down. Abbiamo un profilo di rischio-rendimento abbastanza difensivo perchè abbiamo un obiettivo di rendimento del 7% con una volatilità inferiore al 7%. Dal 2003 a oggi il fondo ha realizzato un rendimento anniuo del 7,3% con una volatilità del 4,5%. Per fare questo mettiamo molta importanza sulla gestione del rischio, integrata nel team di gestione e nell’asset allocation. Nel 2008 abbiamo perso soltanto il 3% e un risk reward p i u t t o s t o solido.

In Francia questo fondo ha raccolto oltre un miliardo di euro di capitali. Come avviene oggi la ripartizione di portafoglio?

“Il nostro limite di rischio è sotto al 7% di volatilità. Al momento abbiamo circa il 20% investito in azioni essenzialmente di Europa e Stati Uniti, ma anche dei local yield (10%), dei titoli obbligazionari ibridi o subordinati di banche e assicurazioni, un po’ di corporate emergenti in dollari e un 2% di periferici, Grecia e Italia. Preferiamo investire in Italia che sul Bund in Germania o sui titoli di Stato francesi”.

Quando tutti cercano di uscire dalle emissioni obbligazionarie greche, ritenute troppo pericolose, voi continuate a destinare una parte, seppur residuale del portafoglio, in titioli di Atene.
Abbiamo uno scenario in cui prevediamo una ristrutturazione del debito greco. Questo è inevitabile. Bisogna solo capire che tipo di ristrutturazione ci sarà. Noi pensiamo che una volta che la Grecia avrà terminato le proprie riforme la volontà sia quella di arrivare a una ristrutturazione di tipo controllato basata su un allungamento delle maturità del debito. Per questo ci siamo posizionati su titoli con duration molto lunga e trattati oggi a prezzi molto scontati, attorno al 50%. Si tratta tuttavia di bond piuttosto volatili che ci impongono di detenerne una quota piuttiosto contenuta, al momento l’1% circa del totale del nostro gestito.

Nella vostra strategia di investimento quali sono le politiche per accaparrarvi investitori italiani?

E’ un fondo nato in Francia sulla clientela retail. Quando le masse sono diventate più solide, un 30% di clientela al private banking, 10% family office e la parte restante dedicato ai fondi pensione. In Italia vorremmo cercare di seguire la stessa strategia di espansione andando a posizionarci sugli stessi target che in Francia hanno apprezzato sempre di più le caratteristiche della nostra gestione.

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