Fondi comuni – Luglio non frena il vino d’annata

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Biagio Campo di Biagio Campo 8 Agosto 2011 | 08:30
Acquisti di rare bottiglie e vendite con interessanti plusvalenze per il portafoglio del Nobles Crus a luglio. Il mercato ha riscontrato qualche problema nella vendita dei vini meno pregiati, non riscontrato dai prestigiosi premier cru.

Lanciato nel gennaio 2008 il Nobles Crus, che investe in vini d’annata (+20,3% nel 2008, +9,79% nel 2009, +13,41% nel 2010), ha ottenuto a luglio un progresso dell’1,2% ed a giugno dell’1,57%, portando il guadagno da inizio anno al 6% e la massa in gestione a 48,2 milioni di Euro. L’ultimo mese negativo è stato febbraio 2009, con un calo dello 0,56%. La gestione è propriamente attiva attraverso la costante compravendita di vini affidata a Christian Roger. Il valore patrimoniale netto mensile viene calcolato sulla base dei prezzi di quattro transazioni internazionali effettuate da due case d’asta e da due commercianti di vini. Il comparto è offerto della Sicav Lussemburghese Elite’s Exclusive Collection, guidata da Michel Tamisier e Miriam Mascherin, promossa da Elite Advisers.

Come spiega Roger nel commento mensile del fondo “abbiamo letto in diverse occasioni che la campagna dei primeur di Bordeaux ha rallentato il passo e che ci sono state anche difficoltà di smercio dei prodotti tuttavia, spesso la stampa, soprattutto quella non specializzata, ha la tendenza a generalizzare in modo approssimativo e semplicistico, mentre nella realtà le cose sono ben più complesse”. Per capire bene cosa sta succedendo in questo mercato è opportuno sottolineare che il settore del vino è stratificato in vari sottosettori, che reagiscono in modo indipendente gli uni dagli altri. Quando un premier cru di Bordeaux o un vino simile esce come primeur a 700 o 800 addirittura 1.000 euro è perché, al di là della qualità che deve essere perfetta, c’è una domanda forte e un’offerta spesso debole, per vini considerati mitici, che sono divenuti leggendari dopo secoli di eccellenza e annate storiche”. Il fatto che “lo Château Lafite-Rothschild sia stato messo al primo posto nell’elenco dei premier cru della classifica del 1855 e che oggi sia il cru di Bordeaux più ricercato non è un caso: già molto prima del 1855 Lafite-Rothschild era considerato il più grande”.

Da un punto di vista commerciale, possiamo confrontare questi mostri sacri con terzi o quarti cru, comunque vini eccellenti, venduti a 40 o 50 euro? “L’aumento di prezzo, da un anno all’altro, di un premier cru ha un effetto completamente diverso rispetto a un vino di un’altra categoria, anche se si tratta di un secondo cru. Nel primo caso il mercato assorbe l’aumento di prezzo senza problemi, nell’altro potrebbero sorgere difficoltà distributive”. Non dimentichiamo che i premier cru e simili sono 10, massimo 15, châteaux contro varie centinaia di altre case produttrici che vendono en primeur: in termini di bottiglie le cifre sono molto diverse ed è possibile, anzi diremmo abbastanza normale, che ci possa essere una certa difficoltà a commercializzare i cru meno importanti e più numerosi senza che ciò valga anche per i grandi vini. Del resto notiamo che i prezzi dei primeur 2010 non sono cambiati molto rispetto ai primeur 2009 per un’annata che noi consideriamo uguale e probabilmente superiore in fatto di raffinatezza e longevità”.

Pertanto “siamo soddisfatti di aver potuto selezionare minuziosamente gli acquisti limitandoci ai seguenti vini: Lafite-Rothschild, Latour (molto difficile da trovare), Margaux, Mouton-Rothschild, Haut-Brion, Yquem, Ausone, La Mission Haut-Brion, Montrose, Pichon Baron, Clos Fourtet, Leoville Poyferré, Leoville Las Cases, Carruades de Lafite-Rothschild. Non abbiamo ancora ottenuto il Petrus, un vino quasi introvabile, ma contiamo di riuscirci nelle prossime settimane. Oltre ai primeur, abbiamo acquistato alcune magnifiche rarità come il Latour 1945 e 1961 in magnum, del Romanée-Conti 1945 in magnum, alcune casse assortite del Domaine de la Romanée – Conti di varie annate tra cui il rarissimo 1990, dei Lafite-Rothschild 1982 in magnum, dei Lafleur sempre del 1982, dei Petrus 1990”. Inoltre questo mese “abbiamo venduto quando il prezzo ci sembrava interessante; ad esempio, alcuni magnum di Montrachet con una plusvalenza superiore al 70% e diverse centinaia di bottiglie di Lafite – Rothschild del 1995, con un margine di oltre 100 euro a bottiglia”.

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