Burgess (Threadneedle), è ancora presto per cantare vittoria

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Avatar di Redazione 16 Novembre 2011 | 11:23

La società di gestione ha pubblicato oggi la sua strategia d’investimento per il mese di novembre, in cui si spiega che …

E’ ancora presto per cantare vittoria. Parola di Mark Burgess, Chief Investment Officer, che ha pubblicato oggi la sua strategia d’investimento per il mese di novembre. “Il doloroso processo di riduzione dell’indebitamento attualmente in corso, spiega il gestore, comporterà a nostro avviso anche nel nuovo anno una crescita economica estremamente contenuta nel mondo industrializzato”.

“Il recente pacchetto di misure di salvataggio verrà sicuramente accolto positivamente dall’Europa e contiene i provvedimenti richiesti e attesi dai mercati. Le dichiarazioni successive della Grecia hanno tuttavia evidenziato l’esistenza di altri ostacoli che vanno superati prima di poter cantare vittoria. Comunque vada, ci attendono all’orizzonte settimane all’insegna dell’incertezza. Inoltre, anche se andrà in porto, l’operazione non risolverà i problemi che attanagliano la struttura profonda dell’eurozona”.

“A tal fine sarà necessaria una maggior integrazione politica e finanziaria, che si raggiungerà solo convincendo un elettorato sempre più scettico, e i criteri di adesione saranno probabilmente più stringenti di quando non accada attualmente. Nel prossimo anno prevediamo nell’eurozona una crescita trascurabile e elevate probabilità di recessione. Allo stesso modo, i tagli alla spesa pubblica e i bassi livelli di fiducia nel Regno Unito hanno aumentato i rischi di una recessione”.

“Negli Stati Uniti, invece, le ultime notizie segnano un leggero miglioramento rispetto alle anticipazioni. I dati provvisori evidenziano nel 3° trimestre un aumento del PIL pari al 2,5% su base annua. Pur attendendoci dagli Stati Uniti una crescita maggiore rispetto all’eurozona e al Regno Unito, l’attività resterà tuttavia fiacca dal momento che le misure di austerità devono ancora far sentire i loro effetti e lo stallo politico costituisce un problema aggiuntivo”.
 
“Rimaniamo invece relativamente ottimisti sulle prospettive dell’Asia e delle economie emergenti. La stretta economica pare giunta alle fasi conclusive e le notizie sul fronte inflazionistico segnano un miglioramento.  In Cina rileviamo alcuni segnali iniziali di allentamento: la concessione di maggiori finanziamenti alle piccole e medie imprese e l’annuncio di un aumento dei programmi di spesa pubblica in alcune regioni.In questo scenario, abbiamo sviluppato una serie di temi per i nostri portafogli azionari. Cerchiamo innanzitutto un’esposizione ai mercati a più forte crescita dell’Asia e alle interessanti economie emergenti”.

“Benché molte società esposte in questi mercati abbiano conseguito performance deludenti nel terzo trimestre, prevediamo un miglioramento dei risultati alla luce della conclusione della stretta monetaria e del recupero della fiducia sulla sostenibilità della crescita cinese. In secondo luogo, privilegiamo le società caratterizzate da un fatturato stabile, bilanci solidi e flussi di cassa adeguati. Abbiamo rafforzato i farmaceutici, le telecomunicazioni e i beni di consumo primari. Valutiamo positivamente e riteniamo molto interessanti anche le società caratterizzate da rendimenti elevati, in un contesto di bassi rendimenti della liquidità, e i titoli governativi sicuri. Cerchiamo inoltre società in grado di garantire tassi di crescita ragionevoli”.

“Rientrano in questa categoria le società esposte ad alcune aree di spese per investimenti come, per esempio, quelle che beneficiano degli investimenti delle società di servizi petroliferi o della crescita dell’automazione in Cina. Rispetto a prima, tuttavia, adottiamo un approccio maggiormente selettivo sugli industriali, alla luce del deterioramento della fiducia delle imprese registrata negli ultimi mesi.  Ci saranno periodi di rialzo dei mercati durante i quali i titoli meno performanti quali, per esempio, i titoli ciclici dei mercati sviluppati, le società dai bilanci dissestati e le banche potrebbero mettere a segno un forte recupero”.

“Riteniamo comunque che si tratterà di una sovraperformance relativa di breve durata, e non crediamo che un tentativo di rincorrere questi rally possa apportare benefici sostanziali ai nostri portafogli.  Gli investimenti rischiosi, che includono azioni e obbligazioni societarie e dei mercati emergenti, hanno segnato nelle ultime settimane un buon recupero dai livelli depressi”.

“Continuiamo a privilegiare questa tipologia di investimenti, soprattutto in virtù delle valorizzazioni interessanti rispetto ai livelli storici e agli attivi percepiti come a basso rischio. Il pacchetto di salvataggio dell’eurozona rappresenta inoltre un passo avanti e alcune recenti notizie economiche, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti e dall’Asia, hanno alleviato leggermente i precedenti timori. Abbiamo tuttavia approfittato dei rialzi per ridurre il volume delle nostre posizioni”.

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