Consultinvest: come scegliere un Etf?/2

A
A
A
di Chiara Merico 3 Maggio 2017 | 10:44
Non esiste l’Etf o l’emittente migliore in assoluto, ma una gamma sempre più ampia di strumenti che possono essere più o meno adatti a seconda della tipologia di investitore e delle sue esigenze di investimento, spiega una nota della società.

ATTENZIONE AL CALCOLO DELLA PERFORMANCE – Gli Etf, come qualunque titolo quotato in borsa, sono soggetti alla legge di mercato, per cui in caso di forte domanda potrebbero avere un prezzo di borsa che tende a superare il valore degli attivi detenuti dall’Etf, ovvero un premio rispetto al valore del NAV (e viceversa in caso di eccesso di offerta), spiega una nota di Consultinvest. Questa informazione è normalmente disponibile sui siti degli emittenti o tramite i principali fornitori di informazioni finanziarie e da una indicazione di quanto sia temporaneamente caro (o a sconto) un Etf. Per gli Etf a leva o corti è necessario prestare attenzione al meccanismo con cui viene calcolata la performance dell’Etf. Senza scendere nei dettagli dei calcoli, che sono stati pubblicati più volte sui quotidiani finanziari o sui siti specializzati, non è sempre detto che a fronte di una performance di +5% nell’ultimo trimestre un Etf a leva due produca una performance del +10% e un Etf corto produca una performance del -5%. Ci sono da considerare i costi del finanziamento, ma è determinante capire il modo in cui la leva o la posizione corta vengono prese, per non restare poi delusi dall’andamento del titolo. Non è ancora il caso in Europa, ma negli Stati Uniti è già capitato che qualche Etf a leva su indici molto specifici si è trovato costretto a sospendere l’emissione di nuove azioni in quanto era arrivato ad avere un patrimonio troppo elevato rispetto al valore dell’indice sottostante.

VALUTARE IL COSTO – Infine, e non a caso siamo arrivati all’ultimo fattore, è ovviamente importante valutare il costo dell’Etf, ma solo dopo tutte le considerazioni precedenti. In genere indici con un numero limitato di titoli, su un mercato liquido e con una offerta da parte di diverse società di gestione avranno commissioni di gestione piuttosto basse e liquidità di mercato piuttosto elevata. Viceversa per mercati specifici e poco liquidi o in caso di indici concessi in esclusiva a una sola società di gestione le commissioni tenderanno a essere più elevate. Tutto questo può essere condizionato dalle politiche commerciali delle società di gestione che per aumentare la loro quota di mercato o entrare in specifici segmenti lanciano prodotti con un regime commissionale particolarmente favorevole. In conclusione, la scelta di un Etf non è così banale come si può pensare a priori. Nessuna delle caratteristiche descritte è più importante delle altre o imprescindibile, ma ognuna deve essere considerata nel contesto dell’indice in cui si intende investire. Oggi le società di gestione hanno fatto moltissimi passi avanti in termini di trasparenza e di tutela dell’investitore e praticamente tutte le caratteristiche descritte in precedenza si possono trovare sui siti delle società emittenti. Ci deve quindi essere uno sforzo da parte dell’investitore al dettaglio per arrivare a una sufficiente conoscenza dello strumento in cui investire e per scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. Non esiste l’Etf o l’emittente migliore in assoluto, ma una gamma sempre più ampia di strumenti che possono essere più o meno adatti a seconda della tipologia di investitore e delle sue esigenze di investimento. Tutto questo senza dimenticare che a monte andrebbe valutato se è più indicato utilizzare un Etf o un fondo a gestione attiva o un altro strumento finanziario per la propria esigenza di investimento.

 

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti