Risparmio gestito, gli asset manager si fidano di Monti

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di Maria Paulucci 10 Gennaio 2012 | 15:11
Lo rivela un sondaggio di Rbc Dexia, che evidenzia anche dubbi sulle prospettive del mercato…

La maggioranza dei gestori patrimoniali italiani si fida di Mario Monti. O meglio, del suo governo tecnico. Lo rivela un sondaggio firmato da Rbc Dexia. Ma gli asset manager sono anche scettici verso i piani europei per risolvere la crisi. E sono convinti che la ripresa dell’economia mondiale è ancora lontana. Nel dettaglio, i tre quarti degli intervistati credono nelle capacità del nuovo presidente del Consiglio di ridurre il deficit pubblico e implementare le misure di emergenza già approvate.

Mauro Dognini, managing director di Rbc Dexia in Italia, ha commentato: “I risultati dell’indagine mostrano che il cambio di governo ha instillato un certo ottimismo verso il mercato italiano, alimentando la convinzione che il Paese abbia preso i provvedimenti adeguati e si sia affidato alle persone giuste per superare le difficoltà immediate. Tuttavia”, ha aggiunto, “le prospettive di ripresa dell’economia rimangono un motivo di preoccupazione”. Secondo gli intervistati, insomma, è necessario mantenere vivo l’impegno per la crescita.

Il pessimismo sulle prospettive di ripresa dell’economia riguarda tutti, non solo l’Italia, dato che più della metà dei partecipanti (il 55%) ha dichiarato di non credere né nelle capacità dell’eurozona di gestire la crisi né nella probabilità di una risoluzione positiva della stessa. I gestori patrimoniali sono però generalmente convinti che la crisi economica e finanziaria verrà riportata sotto controllo (lo pensa il 58% degli intervistati).

Tuttavia, la grande maggioranza ritiene che la ripresa sia ancora abbastanza lontana: oltre il 70% ha infatti indicato che ci vorranno dai tre ai cinque anni per risolvere la situazione. Sulle prospettive del settore dell’asset management in Italia, più della metà (il 58%) ha affermato di non essere fiduciosa circa l’immediato futuro del settore. Il 74% degli intervistati, infine, si è dichiarato convinto che le banche depositarie saranno in grado di fornire i servizi e il supporto di cui hanno bisogno.

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